1-0 alla SPAL, ma la vera vittoria del Napoli della 25esima giornata è contro un altro avversario: se stesso. 9 vittorie consecutive, che stracciano il record di 8 già siglato due volte dallo stesso Sarri: la prima nella stagione d’esordio sulla panchina azzurra, 2015/2016, record bissato poi in quella scorsa.

SARRISMO 2.0 - E’ probabilmente solo un caso, ma è simbolicamente molto significativo che la vittoria sia arrivata con la firma di Allan, che sta mettendo insieme una stagione, per rendimento, oltre ogni più rosea aspettativa. Innanzitutto perché i gol dei centrocampisti, con la rosa ridotta all’osso nel reparto offensivo, diventano fondamentali per una squadra che vuole continuare a vincere e il brasiliano, con quello di oggi, tocca le 4 marcature stagionali, record personale neanche a dirlo. Con gli infortuni di Milik, le fasi di digiuno di Mertens Callejòn prima e Insigne poi, il Napoli ha trovato difensori e centrocampisti sul tabellino dei marcatori, reinventandosi come tocca sempre fare alle grandi squadre. Ma se il Napoli ha battuto se stesso, è anche perché ha preso un po’ dalla sua rivale, la Juventus, che a braccetto continua a tenere lo stesso passo, superando anche questo esame Firenze-Torino (granata) in un mini segmento di calendario che sembrava sorridere maggiormente al Napoli. Bellezza quando si può, ma anche cinismo quando serve. Nessuno meglio di Allan, per certi versi il meno Sarriano e il più Allegrista dell’11 azzurro, incarna l’immagine della concretezza che va oltre l’essenza della bellezza pura. Quella che contraddistinse in modo accecante il Napoli del girone di ritorno dello scorso anno, che gettò le premesse sulla possibilità futura di tornare a sentirsi concretamente una squadra da scudetto, stavolta per davvero. 

ALTRO CHE FALLIMENTO... - La domanda che ci si poneva la scorsa estate è sempre stata: può quel girone di ritorno essere ripetibile? La risposta, per ora, è che per questo Napoli, con i compromessi di cui su e una crescita generale dei 13-14 effettivi di riferimento, era possibile addirittura migliorarsi, pur senza di fatto aver migliorato la rosa che anzi, è stata persino accorciata. La domanda successiva, in questo febbraio in cui il Napoli ha già virtualmente salutato in maniera definitiva l’Europa, e se ciò era possibile soltanto così: stilando una gerarchia ben delineata e irremovibile nelle priorità. La risposta, a questo punto, molto probabilmente è si. Ancora non basta però per avere la meglio di questa Juventus. Adesso, dopo la formalità Lipsia, testa al Cagliari, impegno alla portata, ma da non sottovalutare. Poi il calendario gira, termina la fase favorevole agli azzurri e ne inizia una dove probabilmente sarà meglio messa la Juventus. Motivo per cui, l’unico modo per continuare il sogno, è aumentare la striscia record. Vincere sempre, a tutti i costi, una condanna che in Italia il Napoli sta sopportando, dando vita ad un campionato che va sempre più verso il tie-break del 22 aprile e che comunque andrà a finire rischia di restare nella leggenda e nella storia della nostra Serie A per quello che il Napoli è riuscito a fare, stimolando e costringendo la Juventus a fare altrettanto. Scudetto o meno, altro che fallimento.