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Vince la Juventus contro il Napoli. Ma allo Stadium i protagonisti assoluti sono stati l'arbitro Mariani e il capo Var Di Paolo. Hanno sbandato non poco il direttore di gara di Aprilia e il suo collega. Mamma che orrori si sono visti a Torino. Far valere la legge della compensazione sul rigore negato a Zielinski per fallo netto di Alex Sandro è stato il segnale definitivo che la sudditanza non manca mai nei momenti decisivi. E come poteva essere il contrario. Sarebbe stata una lesa maestà permettere agli azzurri di calciare dagli undici metri dopo che Mariani non era andato neanche a vedere la scivolata fuori campo di Lozano a Chiesa che aveva già passato il pallone. Il centrocampista polacco, invece, non ha avuto la possibilità di indirizzare il passaggio. Ma secondo il buon Buffon è caduto da solo e meritava addirittura il giallo. A quel punto per onestà intellettuale il fischietto laziale avrebbe dovuto accontentare il vecio portiere bianconero. Si sarebbe completata l'opera. Comunque, al campione del mondo tra i pali vanno fatto i complimenti per aver, assieme a Chiellini, spodestato Pirlo. Per evitare una nuova disfatta si sono presi in mano lo spogliatoio e la squadra e sono riusciti ad incassare tre punti importanti per la rincorsa Champions. In caso contrario Andrea avrebbe rischiato l'esonero.
Va detto, comunque, che ad aiutare la Signora ci ha pensato anche il Napoli. Con un primo tempo timido e senza cazzimma. Cristiano Ronaldo è stato lasciato libero di colpire di testa e calciare facilmente di destro. La prima volta ha sbagliato, la seconda no. E ci mancherebbe pure. Uno che guadagna tutti quei soldi se non approfitta dell'ingenuità di Rrahmani diventa un calciatore normale. Qualche accenno di reazione c'è stato ma nulla di che. Nella ripresa, poi, è cambiata la scena. La Juventus, per timore di essere raggiunta, si è rintanata come una provinciale e ha provato a ripartire in contropiede. A quel punto Gattuso ha buttato nella mischia Osimhen e Politano e qualcosa in più c'è stato. L'ennesimo errore difensivo, però, ha permesso a Dybala di calibrare il sinistro e insaccare alle spalle di Meret. Koulibaly, invece di metterci il piede, ha pensato opportuno di girarsi e aprire il varco all'argentino. La reazione non è mancata fino al rigore stavolta fischiato ad Osimhen per il fallo di Chiellini. Insigne ha trasformato dal dischetto e per cinque minuti la Signora ha avuto paura di essere agguantata. Al triplice fischio finale i bianconeri hanno tirato un sospiro di sollievo e sono andati ad abbracciare Pirlo che per il momento ha salvato la panchina. Dagli spalti, però, non sono mancate le urla dei dirigenti di casa. Un comportamento che si ripete spesso e che qualche volta viene pure sanzionato. C'è da capire se qualcuno le ha sentite e ha messo tutto a referto. Altrimenti va tutto nel dimenticatoio. Sicuramente non avranno gradito il penalty deciso da Mariani ma l'arbitro la legge della compensazione l'aveva già fatto valere nel primo tempo... Ci si rende conto che lo stile Juventus ormai non c'è più. Il povero avvocato Giovanni Agnelli si rivolterà nella tomba quando vede agitarsi così tanto i collaboratori del suo erede.