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È arrivato come il classico 'deus ex machina', come l'eroe che giunge all'ultimo momento per risolvere una situazione che sembra irreversibile. Aurelio De Laurentiis è piombato a Castelvolturno in un giorno come tanti, senza concedersi ai riflettori. Un'abitudine che il presidente azzurro non ha, in quanto sono pochissime le volte in cui è stato assieme alla squadra senza che ci fosse il pretesto di qualche altro evento. Stavolta il suo intervento si è reso necessario, perché il Napoli attraversa forse il momento più difficile della stagione. Mazzarri agita e rimescola i suoi famosi foglietti cercando di spiegare che la sua squadra aveva avuto qualche problema anche a dicembre, ma in realtà ora le cose stanno diversamente.

Visto che siamo in marzo ed è possibile stilare qualche bilancio parziale, il presidente De Laurentiis è uomo pragmatico e sa che si rischia di scivolare: Mazzarri insiste dicendo che Coppa Italia ed Europa League sono 'un discorso a parte' (tradotto: 'non ce ne fregava niente'), ma Aurelio non è tipo al quale puoi rifilare questa motivazione. Ecco perché il presidente comincerà a essere più vicino alla squadra: con discrezione, senza alzare la voce. Il patron ha anche preferito non presenziare alla cena con l'allenatore e la squadra per non risultare invadente, lui che il Napoli, in fondo, lo segue in modo 'distaccato', nel senso tecnico del termine.

Mentre il suo allenatore si dimostra goffo e nervoso nel gestire la comunicazione coi tifosi e quindi con la stampa, il presidente sa perfettamente quando è il momento di parlare e quando è quello di stare zitti. Certo, a volte 'gli parte l'embolo', ma anche chi lo conosce bene non sa se sia una cosa spontanea o studiata. Di sicuro non ci sono scenate con Mazzarri, e non ce ne saranno: De Laurentiis si è fatto una ragione sull'atteggiamento dell'allenatore ('Decidero se restare solo a fine stagione'), e non si preoccupa del fatto che bisognerebbe sapere qualcosa ora per programmare la prossima annata. In segreto, il presidente sta prendendo tutte le contromisure del caso: di certo non è uno che si fa mettere nel taschino da Mazzarri. Poche parole, quindi, ma chiare: 'Facciamo un bel film in tre tempi', sarebbe il titolo della visita del patron all'allenatore.

I tre tempi sono le partite con Atalanta, Torino e Genoa dopo la sosta. Senza passi falsi e calcio mediocre si possono portare a casa nove punti e quantomeno blindare il secondo posto. Ma il dito De Laurentiis lo ha alzato: 'Io voglio il secondo posto, occhio Walter', andando a correggere l'ennesima scivolata del tecnico, che evidentemente ha dimenticato che l'obiettivo di entrare nei primi cinque apparteneva alla scorsa stagione, non a questa. Il presidente ha parlato di 'lotta allo scudetto, che vuol dire se non il primo almeno il secondo o il terzo posto'. Quindi Mazzarri si dia una calmata (anche coi giornalisti) e cominci a guardare avanti invece che indietro: i tifosi aspettano di sentirgli commentare una vittoria, possibilmente senza dire ogni volta che sono anni che sta facendo cose straordinarie. Sarà anche vero, ma il film che vuole Aurelio deve ancora cominciare. I bilanci, appunto, si fanno alla fine dei tre tempi, o meglio dopo i titoli di coda.