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Walter Mazzarri è cambiato. Non in negativo, per carità. Ultimamente l'allenatore azzurro appare molto più disteso in sala stampa: la sensazione che non sia sempre lucidissimo nell'analisi delle partite resta, ma ieri non è stata la prima volta che l'allenatore ha fatto una disamina limpida e senza recriminare.'Siamo stanchi, siamo calati parecchio'. L'analisi è spietata, ma soprattutto Mazzarri per la prima volta da quando è a Napoli ha ammesso: 'Ho sbagliato, perché sul 3-1 credevo di averla vinta anche io'. E se lo credeva lui, figuriamoci la squadra in campo. E per la seconda volta in due gare Mazzarri ammette un suo errore: lo aveva fatto già con la sostituzione troppo anticipata di Pandev.

Bravo Walter, perché è così che ti vogliamo: sincero e schietto, anche nello scoramento. Ma soprattutto senza lamentarsi e senza appigliarsi a tutto pur di trovare giustificazioni. Eppure di motivi ce n'erano: Tagliavento ha combinato disastri, a partire dal rigore ripetuto (ormai gli arbitri fanno di testa loro...), ma soprattutto per la mancata espulsione di Bonucci, dove pur di non ammonire per la seconda volta lo juventino ha lasciato addirittura correre! Mazzarri era affranto, perché quel furbone di Conte ha davvero imparato molto dal suo tecnico di riferimento.

Al di là della somiglianza dei due negli atteggiamenti personali e della loro squadra, Conte ha capito che mettersi 'a specchio' col Napoli era la sola arma per mettere in crisi gli azzurri: e stavolta l'allenatore juventino ha fregato il 'maestro', perché mai Mazzarri credeva di aver vinto la partita anzitempo. Coraggio Walter, la stanchezza per i troppi impegni esiste, ma firmare ora la resa in campionato sarebbe un delitto. Piuttosto, la società dovrebbe chiedersi perché l'allenatore parla di coperta corta: si sapeva che il Napoli doveva fare Champions, campionato e Coppa Italia. Sarebbero serviti altri Pandev: forse il vero problema è proprio questo.