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I calciatori, quelli che arrivano a certi livelli soprattutto, in particolare quando sono protagonisti in Champions e con le loro nazionali, diventano delle mini-aziende, anche piuttosto vanitose: può piacere o meno, ma è un sistema consolidato che devi rispettare se vuoi mantenere, con serenità, in organico certi atleti. Il Napoli, in tal senso, sta creando una frizione in questo sistema, un punto di rottura che sta creando, stando alla ridda di voci che ogni giorno si moltiplicano, un unicum che si sta scontrando, non solo con le richieste dei calciatori, ma anche con gli interessi di altri club che vedono il Napoli stranamente immobile su questo fronte.

RINNOVI FERMI. L'ultimo rinnovo concretamente fatto dal Napoli è stato quello di Koulibaly: il senegalese guadagna la cifra monstre (per il club azzurro) di 7 milioni a stagione. L'incremento, va detto, nel corso degli anni, è stato costante ed in questa stagione, per la prima volta, il monte-ingaggi supera i 100 milioni lordi, comprendendo anche i costi di Ancelotti e del suo staff. Ma, da Mertens a Callejon (scadenza 2020) da Milik a Zielisnki, passando per Hysaj (scadenza 2021) mai ADL si era trovato così tanti fronti aperti. E fermi, più o meno, sempre allo stesso punto. La domanda è legittima: perché questo stallo? Perché rischiare di perdere a parametro zero giocatori ancora importanti? Perché dare la sensazione di un momento di difficoltà? Esiste un problema economico? Il Napoli, in definitiva, così come si conosce come equilibrio societario, ha raggiunto il limite nella possibilità di espansione dei costi?
ADL WAITING. Le risposte che ADL deve dare, nei fatti, a gennaio dovranno in qualche modo arrivare: in un senso o in un altro. Queste risposte daranno anche quella che sarà la dimensione del Napoli futura: se i tifosi potranno immaginare un consolidamento ed un ulteriore step in avanti o se ci sarà una regressione, visto che Inter ed altre spingono sull'acceleratore e rischiano di superare il Napoli, non solo stando alla classifica.