Per il momento, ha vinto il partito dell'autosufficienza: nella giornata di ieri è stato espresso, attraverso queste colonne, un concetto semplice. Se l'obiettivo di Ancelotti è vincere, allora per i titoli sono necessari i calciatori abituati a vincerli. Un abitudine che non si traduce, automaticamente, nel nome di Benzema, ma più semplicemente si sostanzia in giocatori che sanno gestire i momenti chiave, come ad esempio non è accaduto al Napoli di Sarri tra Sassuolo e Fiorentina della scorsa stagione.

CHI SONO I TOP PLAYER? “La stampa parla di top player, a De Laurentiis ho detto: 'Iniziamo a confermare tutta la rosa, che è molto importante'. Per me i top player non sono quelli che guadagnano di più: su una rosa ben costruita, abbiamo messo calciatori, giovani e secondo me molto bravi. In attività, ho guardato molto quest'anno le nuove leve. Pensiamo di aver trovato i profili giusti per migliorare una rosa non facile da migliorare. Il nuovo entusiasmo dei nuovi giovani, saremo competitivi". Con queste parole, Carlo Ancelotti ha chiuso le porte a possibili nomi roboanti, cercando di indicare una nuova via: i grandi giocatori non sono solo quelli che guadagnano dai 7 milioni in su. Una via, forse, aziendalista ma che si concilia con quello che è il modus operandi del Napoli che ha già operato un upgrade sulla ricerca dei profili che formeranno la nuova spina dorsale partenopea. Perché Meret, Ruiz e Verdi erano profili che anche nel recente passato sarebbero approdati alle grandi del nord o all'estero, sono profili superiori agli stessi Hamsik, Zielinski o Diawara all'epoca in cui gli stessi approdarono in azzurro.

GIOVANI ED OBIETTIVI. “L'obiettivo credo di tutte le squadre, con questo tipo di rosa, è essere competitivi su tutti i fronti, campionato, Champions e Coppa Italia. Se siamo dentro in tutte le competizioni tre a marzo-aprile, è importante”: queste le altre parole di Ancelotti che definiscono gli obiettivi del Napoli. Accanto a questi target, Ancelotti ha più volte ripetuto la parola 'giovani'. Resta da capire se l'autosufficienza fatta con i giovani sarà, a sua volta, sufficiente a garantire al Napoli di Ancelotti di poter essere davvero competitivo su tutti gli obiettivi.