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Tifosi, tenetevi forte: ci risiamo. Mazzarri ci riprova. Con le piccole si è vinto solo una volta: era l'ormai lontano 11 settembre e il Cesena fu sconfitto in casa propria con un secco 3-1. Da allora in poi il Napoli è stato grande soltanto con le grandi: Chievo, Fiorentina, Cagliari, Parma, Catania e Atalanta hanno portato nelle casse azzurre soltanto tre punti. Una miseria. E i magri bottini rimediati contro le compagini meno forti (sulla carta) sono coincise con i tentativi di Mazzarri di adottare un po' di turn over. Mazzarri ha dovuto prendere le misure mano a mano, ma di certo non era partito col piede giusto: a Verona i cambi furono ben sette e il risultato fu negativo. Poi i cambi sono diminuiti, si è passati dai cinque ai tre sostituti di volta in volta. Per carità, le scelte sono obbligatorie: come dice Mazzarri, la coperta è corta e bisogna preservare qualcuno per le partite di Champions, dove il Napoli fino ad ora è stato straordinario. In più ci sono stati gli infortuni che hanno complicato il tutto.

E ora bisogna insistere e riprovarci: l'appello di Mazzarri ai tifosi era diretto proprio in questa direzione. Aiutare i calciatori del Napoli meno titolari di altri ad esprimersi al meglio senza subire fischi e mugugni al primo errore. Messaggio confezionato per Dzemaili, Fernandez e Fideleff. Giocatori che hanno fatto vedere fin'ora poche luci,e qualche ombra di troppo. E quindi serve anche l'aiuto della gente: perché domani al San Paolo ci sarà un Napoli molto diverso da quello visto con la Juventus. Si tratta di indiscrezioni, ma l'allenatore azzurro cambierà quasi tutta la difesa: fuori lo stanco Campagnaro per Fernandez, che agirà sul centro-destra. In mezzo al reparto confermato Cannavaro, mentre Aronica si accomoderà in panchina per far spazio a Fideleff. L'argentino è ancora da decifrare, e avrà un'altra chance. I tifosi, però, tremano. Fideleff, soprattutto quando è stato schierato con il connazionale Fernandez, è sembrato davvero troppo 'allegro' in certi disimpegni.

Si cambia tanto anche in avanti: via libera a Pandev, galvanizzato dalla doppietta alla Juventus. Si riposerà Edinson Cavani, che avrà così modo di guarire perfettamente dal problema alla caviglia. Ma non sarà solo questa la novità: anche Hamsik dovrebbe fermarsi, e al suo posto è pronto uno tra Santana e Mascara, con l'argentino favorito. Un attacco tutto nuovo, quindi, per battere il derelitto Lecce che al San Paolo proporrà un catenaccio d'altri tempi. Dovrebbe essere confermato, invece, Lavezzi, vero faro di un Napoli che è bello con le forti e meno bello con le deboli. Il povero Di Francesco (di fatto già esonerato dal suo presidente) cercherà di non prenderle schierando una difesa a cinque, rinunciando anche al modulo speculare. E quindi Mazzarri non ha scelte: va bene il turn over. Del resto, se non si vince contro il Lecce, contro chi bisogna farlo?

E il calendario del Napoli presenta due incontri con le 'piccole' per eccellenza della serie A: si parte domani col Lecce, poi domenica prossima ci sarà il Novara in trasferta. Oggettivamente si tratta delle formazioni meno attrezzate del campionato. Guai a pensare che sia un calendario facile, anzi! Per come stanno le cose sarebbe meglio per il Napoli un'altra Inter o un altro Milan. Invece bisogna proprio fare quello che fin'ora non è riuscito: fare punti, e si intende i tre punti, contro le squadre meno forti del campionato. Altrimenti il gap con le prime della classe rischia di diventare davvero troppo alto, sempre che non lo sia già. Mazzarri dice: 'Bastano tre vittorie e si risale'. Certo, ma vanno fatte. E le 'grandi', ormai sono finite: restano squadre medie e piccole da mettere sotto come nei tempi migliori.