498
Stadio che vai, Var che trovi. Non c'è verso di vivere una giornata di campionato “onesta” sportivamente parlando. Bisogna sempre stare qui a raccontare di errori arbitrali che condizionano abbondantemente la stagione. Massa e Di Bello all'Olimpico e Mariani e Guida al Meazza hanno deciso che nulla doveva cambiare a livello di classifica. Che il Napoli dovesse finalmente fermarsi dopo otto vittorie consecutive e che l'Inter non dovesse battere la Juventus. E dire che nessuno voleva credere alle parole di Massimo Moratti nell'intervista rilasciata alla vigilia del Derby d'Italia. «Neanche il Var nel ’98 avrebbe cambiato le sorti di quell'incontro», ha ammesso lo storico patron nerazzurro. Infatti, sono passati 23 anni e la situazione è sempre la stessa. All'epoca c'era Ceccarini, oggi ci sono i vari Orsato, Mariani ect ect. È come se i direttori di gara si tramandassero questa eredità bianconera che per opera e virtù dello Spirito Santo deve sempre prevalere.

Tornando a Roma-Napoli e alla coppia Massa-Di Bello, ci devono spiegare perché Abraham non è stato espulso per doppia ammonizione alla fine del primo tempo. Quando, cioè, l'attaccante giallorosso ha alzato il piede in faccia a Zielinski. Non volontariamente ma il regolamento prevede il rosso diretto o il giallo. Nulla di tutto ciò. Il fallo è passato inosservato rispetto a quelle che sono le scelte a livello europeo. A quanto pare ci sono interpretazioni diverse in Italia rispetto alle competizioni internazionali. E che dire della pizzicata sulla caviglia subìta da Anguissa in area di rigore? Massa ha fatto finta di niente e neanche Di Bello dalla cabina di regia ha avuto lo scrupolo di chiamare l'arbitro. Meno male che a San Siro, invece, Guida è stato molto attento e dopo che Mariani aveva lasciato andare lo ha richiamato per dirgli che c'era rigore. Palla dal dischetto e Juve salvata anche stavolta. Ha fatto bene Simone Inzaghi a lamentarsi e naturalmente è stato cacciato. Lo fece la buon anima di Gigi Simoni nel ’98 ma la storia di quel campionato non cambiò.
Ma come si deve fare per rendere il nostro torneo più onesto? Il Napoli, per ciò che si è visto in campo, avrebbe meritato il nono successo consecutivo. Va detto che la Roma ha giocato bene usando anche le maniere forti. Ma in mezzo al campo c'era un signore con la maglia gialla che doveva far rispettare il regolamento. Ma non è stato così. Ibanez ha massacrato Osimhen. Il nigeriano ha subito un fallo al limite dell'area da Pellegrini ma addirittura si voleva il rosso per l'attaccante azzurro. Roba da matti. Fatto sta che il Napoli non ha perso, è rimasto imbattuto ed è primo in classifica con il Milan. Che sabato ha sconfitto il Bologna al Dall'Ara in undici contro nove. Qui pure si potrebbe dire qualcosa. Il rosso a Soriano per eccesso di foga, dopo che i felsinei avevano recuperato dallo 0-2 al 2-2, è un bel dire. Di quelle reazioni se ne vedono a decine durante le partite ma Valeri di Roma non ne ha voluto sapere e ha mandato fuori il capitano rossoblu. Facendo arrabbiare non poco Mihajlovic. Alla fine il Diavolo ha segnato altri due gol e oggi è primo con il Napoli. L'unica soddisfazione della nona giornata di Serie A è che le altre sorelle sono rimaste ferme al palo. Ci vediamo alla prossima...