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Un rigore che non c'era, una prestazione poco esaltante, qualche giocatore che conferma di esser lontano da quegli standard che possono consentire al Napoli di competere sul lungo periodo con la Juventus. La gara contro il Cagliari regala i tre punti che valgono il secondo posto matematico, in uno spaccato quasi umiliante per il calcio italiano. Perché il Napoli celebra il suo secondo posto dopo una partita vinta in modo immeritato, perché il penalty finale, giova ribadirlo, non c'era e gli standard del gioco partenopeo non sono accettabili per questi livelli. Il distacco da quest'Inter è anche per una stagione estremamente negativa dei nerazzurri. Le altre top della classifica hanno fatto quasi a gara a perder punti, il livello generalmente offerto, soprattutto nel girone di ritorno è stato quasi drammatico.

NON COSI', SIMONE -  Ovvio che gare del genere servono per dare minutaggio e anche responsabilità a coloro che hanno giocato meno, quelli che devono portare i punti in più, come accade alla Juventus. La gara di Verdi è stata quella di uno che fa il compitino, anche con applicazione. Ma non serve a questo Napoli per fare il salto, per portare punti: serve anche un indisciplinato, ma uno che inventi, come faceva a Bologna, per intenderci. Senza sentire il peso della maglia, il peso di avere poche chance per giocarsi tutto, il peso di milioni di tifosi e di una critica molto più feroce. Servono, a questo Napoli, giocatori con cattiveria agonistica da vendere, giocatori sfacciati, senza timori reverenziali. È per questo motivo che Ancelotti continua a chiedere, con il suo stile, rinforzi per prendere quanto di buono costruito in questa stagione.

SI RIPARTE DA INSIGNE - Oltre alla gara di Mertens da assoluto protagonista ed un rinnovo da proporgli quasi per compensazione vista la qualità delle performance, il Napoli deve ripartire dal ritrovato rapporto tra Lorenzo Insigne ed il suo pubblico. Per un umorale come Insigne, si tratta del propellente fondamentale per tornare ai suoi livelli, dopo una seconda parte di stagione tutt'altro che esaltante.