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Poteva andare meglio. Ma anche peggio. Quando sabato sera al Maradona la sfida del Napoli contro l'Inter è finita 1-1, chi stava dietro si leccava i baffi. I giornali di parte si preparavano ai titoloni per poter magnificare il ritorno nella corsa allo scudetto degli strisciati non colorati. Poi il pari nel posticipo ha fatto tornare tutti con i piedi per terra. Ad approfittarne è stato solo il Milan che con il gol di Leao è balzato in testa alla classifica. Ma giusto un punto avanti sulla Beneamata (che deve recuperare la sfida con il Bologna) e due sulla squadra di Spalletti. Juventus e Atalanta, invece, sono rimaste al loro posto. Il torneo è ancora lungo ma l'ultima giornata era propizia per poter fare qualche passo in avanti.

Ed, invece, tutto è rimasto invariato alle spalle di Insigne e compagni. Anzi, se Danilo non avesse segnato nel recupero, addirittura i partenopei avrebbero portato a 8 le lunghezze sulla Signora. La Dea, però, si è lamentata parecchio al termine dell'incontro. Il dg Marino è andato a parlare alle tv agguerrito: «De Ligt ha toccato la palla con la mano in area e Szczesny andava espulso». «Meno male che Marelli non arbitrerà più», ha poi chiosato il dirigente nerazzurro. Mamma che accusa. È andato dritto al punto l'uomo di fiducia della famiglia Percassi. Ma davanti a certi errori bisogna alzare le mani. Forse per un incontro così importante valido per la zona Champions ci voleva qualche fischietto più giovane e di belle speranze. Come Sozza di Seregno. Ma bisognava dare un premio-pensione a Marelli e questo è stato il risultato. Per amor del cielo, la Signora non c'entra nulla. Che ci può fare se i direttori di gara non vedono quasi mai gli errori a favore. Mica può dire: «No, grazie». Insacca e porta a casa. Giustamente.
Tornando in casa Napoli, Spalletti può essere soddisfatto di ciò che è successo contro la sua ex squadra. Il rammarico è di non aver segnato un altro gol in un primo tempo davvero molto bello. Mai l'Inter era stata messa così alla berlina da un'avversaria in questa stagione. Dopo il gol di Insigne ci sono state tante altre occasioni. Ma gli azzurri si sono fermati sul palo (il diciassettesimo) colpito da Zielinski. Poi nella ripresa l'inerzia della gara è cambiata subito visto che in maniera fortunata Dzeko ha firmato subito il pareggio. Da quel momento in poi il Napoli si è ritratto, ha pensato al famoso claim molto caro a Max: “prima non prenderle” e si è accontentato di un punto. Va detto, però, che Ospina non ha mai dovuto impegnarsi più di tanto mentre Handanovic ha mostrato la solita qualità salva-porta in due occasioni: sul tiro di Osimhen e sul piatto leggero di Elmas. Anche all'andata il vecio portiere nerazzurro fece la differenza negando a Mario Rui la rete del 3-3.

Comunque, Lucianone è rimasto imbattuto. Sperava che il pomeriggio al Maradona contro la Beneamata fosse una figata ma non può rammaricarsi più di tanto. Se solo avesse osato di più buttando prima nella mischia Mertens forse qualcosa in più si sarebbe potuto vedere. Ma mister 144 gol (in azzurro) si è dovuto accontentare di pochi minuti dove non è riuscito a fare la differenza. Ci saranno, però, altre opportunità fino a maggio. Già giovedì al Camp Nou potrebbe essere titolare contro il Barcellona nell'incontro valido per l'andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Sarebbe bello se si ripetesse come quando fece impazzire i tifosi napoletani al Maradona segnando un gol straordinario contro gli azulgrana in Champions. Chissà...