Commenta per primo

Basta guardare i risultati ottenuti per capire cosa sta accadendo in casa Napoli. Gli azzurri hanno chiuso il 2010 al secondo posto in classifica, insieme alla Lazio (volendo essere precisi ci sono i campani subito dietro al Milan, vista la differenza reti) e sono l'unica italiana ancora in lizza per l'Europa League. Il cammino della squadra di Mazzarri è straordinario, e pensare che al termine del mercato estivo alcuni pensavano che la rosa non fosse in grado di affrontare al massimo il doppio impegno campionato-Coppa. Quei dubbi si sono affievoliti, ma un po' di timore che senza un paio di innesti la stanchezza prima o poi arriverà e la grinta non basterà, c'è ancora. Nessuna paura: gennaio è alle porte e la società potrà fare qualche mossa in sede di mercato per mettere a punto gli ultimi dettagli. Sperando in acquisti capaci di inserirsi immediatamente nel progetto e nel gioco azzurro.

Questa prima parte della stagione è stata spettacolare: i punti macinati in trasferta dal Napoli sono da capogiro, e adesso anche il San Paolo sembra essere tornato quel fortino di un tempo. La caratteristica partenopea è quella di non arrendersi mai: tre le vittorie consecutive allo scadere, e non è un caso (Palermo, Steaua e Lecce, senza dimenticare le altre sul filo del rasoio come quella a Cagliari). Sedici gol su ventisei messi a segno nel finale, questo è il Napoli. La 'zona Mazzarri' esiste e si vede: i cinque minuti di recupero hanno significato quasi sempre gol, il Napoli è riuscito in imprese e rimonte incredibili (se pensiamo a tutto il 2010 basta ricordare quella sulla Juventus). Per questo va dato merito a tutto lo staff partenopeo: i preparatori hanno svolto un lavoro eccellente se i giocatori sono in grado di avere una tale forza al 95'. Mentre gli altri calano, il Napoli cresce e le gambe volano.

La squadra sta diventando veramente grande, perché riesce a soffrire e alla fine colpisce, nella maggior parte dei casi gioca molto meglio dei suoi avversari. Adesso ci saranno due prove difficilissime, ma altrettanto esaltanti per la piazza: prima l'Inter a San Siro e poi la Juventus al San Paolo (chissà come vivrà il momento Quagliarella, spesso 'citato con poco garbo' dalla tifoseria azzurra che non gli ha proprio perdonato il suo passaggio alla Vecchia Signora). Un banco di prova che promette spettacolo e che dirà a che punto è e dove può arrivare il Napoli. Poi inizierà il ritorno, e lì non si dovrà sbagliare. Intanto, sarà ripartita anche l'Europa League e ad attendere i campani c'è il Villarreal. Un 2010 incredibile, fatto di colpi di scena, di cambi di fronte e di una classifica praticamente perfetta.

Adesso si può fare qualcosa per mettere a punto la rosa e riuscire nello sprint finale. Fino ad ora Cavani, Lavezzi e Hamsik ci sono quasi sempre stati. Quando è mancato, il Pocho è stato sostituito prevalentemente con Zuniga, che si è andato a piazzare nel tridente, e Cavani è subentrato qualche volta dalla panchina mettendo a segno gol fondamentali per i punti in classifica. A centrocampo tutti i problemi che sembravano esserci in estate sono svaniti man mano, anche se l'idea di un acquisto di 'qualità' alla Inler non è svanita. Pazienza e Gargano inamovibili, ma Yebda è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante e ha convinto sia il tecnico che i tifosi. Ha dato buoni risultati e, a differenza di Sosa, non è più atteso, anzi un mezzo-titolare. Qualche perplessità l'ha data la difesa: si sono viste alcune ingenuità gravi, ed è proprio lì che si interverrà a gennaio. La nota stonata è stato il tam-tam De Laurentiis-Cannavaro: forse un capitano andrebbe tutelato di più, ma tutto è bene quel che finisce bene.