Commenta per primo

Dopo l'esordio dal primo minuto contro il Milan, Matija Nastasic si è concesso ai microfoni di Violachannel.tv con Jovetic nella veste di traduttore.

Più difficile esordire a 18 anni a partita in corso contro il Bologna o giocare dal 1' contro Ibrahimovic?
"E' stato più difficile contro il Bologna, perché è stata la prima partita e poi sono entrato a gara in corso. Quando giochi dall'inizio è più facile".

Lo stadio Franchi, praticamente pieno, che effetto fa?
"E' un ambiente bellissimo, i tifosi sono davvero bravi. Al Partizan l'ambiente era sempre così. Mi sono piaciuti i tifosi. Ieri abbiamo fatto bene, abbiamo un po' sofferto ma contro il Milan ci sta. C'è ancora tanto spazio per i miglioramenti: per me e per la squadra".

Ti stai ambientando bene?
"Mi hanno aiutato molto i compagni ad ambientarmi, mi sto trovando bene con tutti. Anche se il calcio serbo e quello italiano sono molto differenti".

La lingua italiana?
"Sto imparando, capisco bene ma parlare è più difficile. Faccio lezioni tre volte a settimana e prima o poi lo imparerò".

Ti manca la tua terra?
"Sì, mi manca. E' normale. Ma qua mi sono ambientato molto bene e poi ci sono i miei genitori".

La mia carriera?
"Ho iniziato a sei anni in una piccolo squadra della mia città. A 12 anni sono andato nelle giovanili del Partizan: ho giocato tutti i ruoli e alla fine hanno optato per difensore centrale".

Stevan è un buon traduttore?
"Sì (ride, ndr). Più simpatico lui o Adem? Una domanda difficile...".

I tifosi viola?
"Si vede che sono appassionati di calcio, che lo amano. Sono calorosi, si fermano sempre per fare autografi e foto... al Partizan non era così".

Il più forte centrale dei giorni nostri?
"Vidic".

Un cosiglio a Ljajic.
"Le qualità le ha, adesso è arrivato un nuovo allenatore deve dimostrare in campo di poter giocare. Deve solo lavorare per trovare lo spazio".

Dove può arrivare la Fiorentina di Delio?
"Tra i primi cinque-sei, questo è il nostro obiettivo".