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Cosa si potrà fare a Natale? Come cambieranno le zone di sicurezza anti Covid in Italia dopo il 3 dicembre, quando scadrà l'attuale Dpcm? Sono le domande che tutti gli italiani, semplici cittadini e commercianti, si fanno. 

Secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera, il governo guidato da Giuseppe Conte sta studiando regole rigide, anche nelle zone gialle e arancioni, in vista del prossimo mese di dicembre e delle festività di Natale, Capodanno ed Epifania. Per scongiurare una nuova ondata dell’epidemia, nel Dpcm del 4 dicembre ci saranno restrizioni ulteriori. Tra le misure allo studio quelle sul coprifuoco (che non verrà tolto, ma il 24 dicembre potrebbe essere posticipato a dopo la mezzanotte, per consentire di festeggiare in famiglia con poche persone care e di andare in chiesa per la messa di Natale) e un asse con Francia e Germania per limitare le vacanze sulla neve.

SPOSTAMENTI FRA REGIONI
Attualmente non si può andare nelle regioni in zona «arancione» o «rossa» se non per motivi di lavoro, salute e urgenza: in vista delle festività si stanno valutando deroghe per consentire ai congiunti che vivono in luoghi diversi di poter stare insieme. 

VACANZE SUGLI SCI
Il governo esclude la possibilità che durante le festività natalizie si possa andare in montagna o avere una libertà di movimento verso le località di vacanza. Palazzo Chigi ha reso noto che «si sta lavorando a una iniziativa europea, per prevenire le consuete “vacanze sulla neve”.
GLI ORARI DEI NEGOZI
L’orario di apertura dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22 per consentire di diluire l’affluenza delle persone soprattutto nei giorni che precedono le festività.

L'ORARIO DEL COPRIFUOCO 
Si studia la possibilità di prorogare l’ora del coprifuoco alle 23 — nel periodo prenatalizio — in modo da favorire le uscite se le attività commerciali saranno davvero aperte fino alle 21 o alle 22.

I RISTORANTI
A meno di ripensamenti della vigilia, bar e ristoranti rimarranno chiusi dopo le 18. Il governo ha deciso di confermare le restrizioni anche nelle zone gialle.

LA SCUOLA
Fino al 7 gennaio è stata esclusa la riapertura delle scuole superiori in presenza.