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Nella stagione del Covid e dell'incertezza, c'è un tema che ritorna in maniera continua e ininterrotta: è quello delle assenze, che si alternano partita dopo partita come sliding doors. Fuori alcuni, riecco altri: positività al virus, infortuni, squalifiche, turnover. Con un calendario così compresso, il susseguirsi di cambi è pressoché continuo. Ne sa qualcosa Stefano Pioli, da mesi abbonato alla parola emergenza provocata da stop che somigliano ai numeri periodici. Se è vero che per il derby con l'Inter mancherà ancora Bennacer, con un punto di domanda relativo a Kalulu, Tonali e Mandzukic, è altrettanto vero che il tecnico potrà contare su Alessio Romagnoli. Dopo la squalifica scontata contro l'Inter, il capitano tornerà al suo posto al centro della difesa, pronto a contrastare gli attaccanti nerazzurri.
IL PUNTO SUL RINNOVO - Un rientro importante per Pioli e non solo. Perché Romagnoli è tra gli assett più preziosi dell'intera rosa. Lo sa bene Pioli, che lo ha definito "leader". Lo sa bene Ivan Gazidis, che parlando di lui nei mesi scorsi ha fatto eco al tecnico: "Alessio è un leader giovane, un valore unico da non perdere". Messaggio diretto a Maldini e Massara: il contratto dell'ex Roma scade nel 2022, ma il Milan vuole evitare altri casi Donnarumma e Calhanoglu. Serve accorciare i tempi e trovare l'intesa: il capitano intende proseguire in rossonero, specie ora che la squadra ha trovato una precisa identità vincente. Il suo agente, Mino Raiola, si siederà al tavolo con la dirigenza una volta concluso il mercato e risolte le vicende più spinose - su tutte i rinnovi più imminenti. Difficile, a oggi, pensare a un ritocco dell'ingaggio attuale di 3,5 milioni, tanto per una questione di sostenibilità finanziaria quanto di equilibri all'interno dello spogliatoio. Il prolungamento di Romagnoli è una delle priorità di Maldini, pronto a incontrare l'agente italo-olandese. Intanto, però, testa all'attualità. E a quel derby da vincere da capitano.