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A me, alla fine, è piaciuta. Perchè il calcio, in questo campionato che pare un film di Mel Brooks, lo devi guardare da prospettive nuove. O, se non nuove, perlomeno dimenticate, seppellite sotto al dominio di una Juventus tiranna e irraggiungibile. E allora ti ritrovi a commentare un campionato con due allenatori spacciati per oltranzisti della fase offensiva e amanti del rischio là dietro, che vantano la miglior difesa del campionato. Oppure capita che terzini e difensori centrali - Kolarov, Rugani, Bonucci, Skriniar, giusto per citarne qualcuno - siano da copertina più di Dzeko, Icardi, Higuain e Dybala. Ecco, in questo strano campionato che lassù sfoggia un Mucchio Selvaggio alla Sam Peckinpah (oggi è il giorno delle citazioni cinematofiche...) tutti possono ambire e sognare, Roma compresa. Si dirà: ha perso due scontri diretti su due. Vero, ma non ha perso punti là dove l'emorragia è un doloroso grande classico, contro le medio-piccole. I sei punti presi contro Atalanta e Toro, guarda caso con gol di Kolarov e minimo scarto, rappresentano un tesoretto non da poco, in attesa del non facile recupero con la Samp e dell'imminente esordio del pezzo da novanta del mercato, Schick, oltre a Karsdorp. Contro il Toro, DiFra ha imbandito la tavola proprio per l'arrivo dell'ex Samp e 'quasi Juve'. Ha messo Nainggolan in alto a destra, con il compito di accentrarsi e piazzarsi dietro a Dzeko. Una prova generale, lo ha spiegato lo stesso tecnico, di quanto vedremo quando Schick sarà praticabile. E se ingrana, ci sarà da divertirsi, perchè la Roma non è la solita Roma. Non è (ancora?) bella, ma è dannatamente solida, tosta, concentrata, attaccata alla partita come una patella allo scoglio. Poi, certo, c'è qualche limite tecnico che, ad esempio, ha trasformato una vittoria in pareggio (Chelsea) per una serie di errori difensivi individuali. Con il Torino ha tirato poco? Vero, ma ha dovuto gestirsi le fatiche di Coppa e il fatto che DiFra abbia cambiato cinque uomini rispetto alla Stamford Bridge portando a casa la partita con una grande prova di concretezza e solidità, beh, per chi ha perso scudetti contro Lecce, Sampdoria, Livorno, Venezia, Ancona, non è roba da poco. E quando Kolarov, guardando verso l'alto, dice: «Da quelle parti ci saremo presto anche noi», con la certezza pari a quella del suo sinistro, beh, sarà il caso di dargli ascolto e fiducia, perchè la Roma di DiFra sta crescendo eccome. Per arrivare dove lo scopriremo presto.