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Il modulo cambia il Chievo. E le persone. Perché a volte una revisione del piano strategico produce l'effetto di correggere l'atteggiamento di chi va in campo nel ruolo di pedina. E se esci dalla gabbia della tattica, magari ti riesce di correre libero, correre meglio, correre senza freni. La storia è quella di Nicholas Frey
Volto amico ormai del mondo gialloblù. Da un' intuizione di Mimmo Di Carlo, il francese ha trovato un modo gustoso di vivere il suo viaggio di andata e ritorno, senza sosta, sulla corsia di destra. 
Mimmo ha scelto il 3-1-4-2. Nuovo modulo d'azione per il Chievo. E Nicholas ha scelto di viaggiare ad alta velocità. Si suda come prima. Più di prima. 
Ma è bello così. Di Carlo, al suo secondo 'mandato' gialloblù dopo l'esperienza alla Sampdoria, ha trovato subito il modo giusto per rendere più accattivante il progetto di rilancio della squadra. 
Frey, con il nuovo modulo Chievo si corre di più? 
"Certo, si corre di più. Ma la novità aiuta a lavorare meglio, ti mette addosso entusiasmo. E poi noi esterni ci sentiamo più coinvolti nella fase offensiva". 
Di Carlo la richiama spesso in campo. Ma siamo alle prove tecniche. E a lei il ruolo non sembra dispiacere… 
"È il primo anno che proviamo in maniera approfondita il 3-5-2. Per molti di noi rappresenta un cambiamento. In passato con Di Carlo avevamo quasi sempre giocato con una linea difensiva a quattro. E quelle poche volte che abbiamo giocato a tre, mi era stato affidato il ruolo di centrale. Adesso il mister mi richiama molto sulla posizione. È fondamentale capire bene il movimento. Se viene eseguito bene, arrivo di più al cross e gioco molti più palloni". 
Le prime uscite stagionali che cosa raccontano di questo Chievo
"L'ossatura del gruppo è sempre la stessa, e questo penso sia un aspetto molto importante. La preparazione, in questo momento, ci appesantisce le gambe. Si lavora duro, ma si lavora bene. Abbiamo tante motivazioni. Il mister ci conosce quasi tutti, e gli basta poco per correggere in corsa gli errori tattici o di posizionamento. Inoltre, il gruppo dei 'vecchi' fa di tutto per inserire in fretta i nuovi arrivati". 
Rispetto all'ultima stagione al Chievo, ha notato qualche differenza in Di Carlo? 
"Ha preso molta esperienza. Credo che l'anno alla Sampdoria sia stato comunque importante per lui. Ogni avventura insegna qualcosa, e diventa bagaglio personale. E poi è bello essere allenati da una persona che ti trasmette grande carica. La fiducia aumenta, il gruppo ne trae sicuramente grande beneficio".
Adesso vi aspettate un colpo di mercato? 
"La strategia del Chievo non è più un mistero. E quando arriva agosto, la società riesce sempre a mettere a segno qualche colpo importante. Poi ci sono i giornali che dicono tante cose. Ma io preferisco fare finta di niente. Si era parlato anche di un mio possibile trasferimento al Bologna. Ma credo che la cosa migliore da fare sia sempre quella di calarsi nella realtà nella quale vivi. Io sono al Chievo. Felice di essere qui e convinto di poter dare tutto me stesso per la causa". 
Frey, si allinea anche lei al concetto di 'solo salvezza'? 
"L'ambizione non ci manca. Nemmeno il buon senso. Lavoriamo per ottenere il meglio. Chiedete al campo. Lui vi darà la risposta che cercate".