Non è male la classifica del Tottenham in Premier League: terzo posto a -4 dall'Arsenal e a pari punti con il Manchester City di Haaland, pur con una partita in più; poteva essere anche migliore se ieri non fosse arrivata una brutta sconfitta, 2-0 sul campo del Manchester United. Eppure dalle parti di Enfield non tira la migliore delle arie. Questo perché non è la prima volta che gli Spurs deludono in un big match - è arrivato un pesante 3-1 nel North London Derby proprio con i Gunners - e anche in Champions League, in un girone tutt'altro che impossibile con Eintrcht Francoforte, Sporting Lisbona e Marsiglia la qualificazione è ancora in bilico dopo 2 vittorie, un pari e una sconfitta contro i portoghesi. Sì, primi nel girone di Chammpions e terzi in Premier League, eppure ci sono tanti problemi da risolvere. 

SERVE VINCERE - Perché il Tottenham non è nuovo a posizioni nobili: in tempi recenti è arrivato secondo in Premier, in finale di Champions, insomma il prossimo step è sollevare un trofeo, roba che manca dal 2008 (quella che oggi si chiama Carabao Cup). E per questo è stato chiamato Conte, un top manager dal 17,5 milioni di euro netti a stagione al momento della firma sul contratto. Se non altro, il terzo posto in campionato rispecchia la classifica degli allenatori più pagati Oltremanica: davanti a lui Klopp e Guardiola, coperti d'oro da Liverpool e Manchester City. 

MERCATO FARAONICO - Arrivato a Londra nell'autunno del 2021 al posto di Nuno Espirito Santo, ha visto arrivare Bentancur e Kulusevski in una stagione logicamente di assestamento. Quindi in estate è stata mantenuta e rinforzata in maniera massiccia l'ossatura della squadra: sono rimasti Son, Kane, Hojbjerg, sono arrivati Richarlison, Bissouma, Lenglet, Perisic. Un saldo, fra entrate e uscite, di -131,15 milioni di euro, quanto basta per aspettarsi un miglioramento nei risultati e quel rendimento negli scontri diretti con le big che proprio Conte lamenta di non vedere. 

NERVOSISMO E CONTRATTO - Il tecnico pugliese è sempre stato un focoso, non deve sorprendere se tante volte alza un po' i toni con i suoi giocatori. Ma quel "passa la palla, testa di c..." rivolto a Bentancur ieri durante Manchester United-Tottenham ha fatto comunque discreto scalpore. La frustrazione per non essere ancora al top è evidente, e intanto c'è un contratto in scadenza tra otto mesi che, a sentire l'ex Inter, non è una priorità: "Penso che il mio contratto non sia importante in questo momento. La cosa più importante è cercare di preparare molto bene la partita con il Manchester United". Cosa che, visto il risultato,  molto bene non è riuscita...