Ma non potevano aspettare ancora qualche giorno prima di cominciare a litigare? Per quattrini, ovviamente. Il Nantes e il Cardiff hanno rimesso in fretta nell’ armadio i vestiti del lutto e asciugato di colpo lacrime che probabilmente non avevano mai versato. Tutto il dolore, la tristezza, lo sgomento per la scomparsa tragica di Emiliano Sala, il cui aereo è precipitato nella Manica, svaniscono di colpo, mentre le ricerche del corpo dello sfortunato calciatore sono ancora in corso.

Il Nantes pretende i 17 milioni di euro dal Cardiff che lo aveva acquistato. Il Cardiff risponde che il trasferimento del calciatore non è avvenuto secondo quanto era stato stabilito dalla stessa società gallese. Sì, il calcio è anche business, ma  con un tempismo spietato, le due società dimostrano una mancanza di sensibilità strabiliante. Sono passati pochi giorni dall’ incidente, i familiari ancora sotto choc, la sorella ancora spera, il cane ogni  giorno aspetta il suo padrone sull’uscio di casa e, nel frattempo, è cominciato, fra Nantes e Cardiff, il minuetto stonatissimo, del “Voglio i soldi”, “No! Non te li do!”. 

Tutti sotto choc, tifosi, dirigenti amici, familiari, però gli avvocati, sguinzagliati dalle società, pongono le domande: il trasferimento è valido? Gli indennizzi a chi spettano? Il contratto è stato depositato attraverso l’ITMS (International Transfer Matching System e quindi omologato dalla FIFA? Come la mettiamo con l’assicurazione del giocatore? Domande lecite, per carità. Ma bisognava cominciare a farle ora? Era proprio necessario questo battibecco litigioso, in questo momento? Non si poteva aspettare a cominciare ad intonare una danza macabra senza nemmeno un cadavere? Bel modo di ricordare Emiliano Sala.