Per un paio d’anni hanno dovuto rinunciare a passare il Natale alle Maldive, poveretti: hanno dovuto lavorare, cioè allenarsi e giocare a pallone. Ben pagati, ovviamente, ma questo è giusto e scontato. Ora finalmente la Lega ha fatto ciò che doveva, restituendo ai giocatori la possibilità di trascorrere le feste dove più aggrada loro. Il “boxing day” di ispirazione inglese, il Santo Stefano in campo, è stato già cancellato. Tutti al mare. Aspettiamo post e selfie dall’altra parte del mondo.

 

E i tifosi? Quelli che pagano perché i suddetti calciatori possano godersela, e che durante le feste di Natale hanno maggiore tempo per andare allo stadio, magari con mogli e figli al seguito? Chissenefrega di loro: tirino fuori i soldi e stiano zitti, vengano allo stadio un mercoledì sera di novembre o di febbraio, si prendano un giorno di ferie per vederci in campo. Gli attori a Natale vanno sul palco, i teatri e i cinema si riempiono perché la gente ha più tempo, gli stadi (ri)chiudono.

 

Già: se ne sbattono della gente che li campa. E la Lega, storicamente colpevole dello sfascio del calcio italiano (c’era un tempo nemmeno troppo lontano in cui la serie A valeva più della Premier), sottoscrive i desideri dei calciatori. Forse si daranno tutti appuntamento in un resort di lusso: ci vediamo là in costume da bagno, con i soldi dei tifosi.

@steagresti