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  • Nigeriano mancato, cuoco e... Chi è Barkley, il 'nuovo Lampard' del Chelsea

    Nigeriano mancato, cuoco e... Chi è Barkley, il 'nuovo Lampard' del Chelsea

    • Federico Albrizio
    Certi matrimoni sono nel destino, è solo questione di tempo. Ross Barkley ieri è diventato ufficialmente un nuovo giocatore del Chelsea: 15 milioni di sterline, al cambio circa 17 milioni di euro, tanto hanno dovuto spendere i Blues per strapparlo all'Everton nonostante il contratto in scadenza al termine della stagione. Comunque 20 milioni in meno di quanto sarebbe costato la scorsa estate: il 31 agosto, ultimo giorno della sessione estiva, sembrava tutto fatto per 35 milioni di sterline, salvo poi saltare improvvisamente. Il motivo? Non il mancato contatto con Conte come vociferato, ma la sensazione da parte del centrocampista classe '93 di non essere al meglio dopo il brutto infortunio alla coscia sinistra, che lo ha costretto a saltare tutta la prima parte della stagione. Ora il peggio è passato, è tempo di spiccare il salto: ma chi è Barkley?

    NIGERIA, CUCINA E VIDEOGAME - Tanti anche fuori dall'Inghilterra conoscono il giocatore, ma la storia della sua vita personale è ricca di curiosità. A partire dalla nazionalità e dal suo nome. Già da diversi anni Ross è entrato stabilmente nel giro della selezione inglese, ma avrebbe potuto tranquillamente indossare la maglia della Nigeria: suo padre infatti si chiama Peter Effanga, è un ingegnere automobilistico nigeriano trasferitosi a Liverpool. Ross però ha deciso di non prendere il cognome del padre per via della relazione tesa con lo stesso, preferendo quello da nubile della madre inglese Diane Barkley. Una prima decisione che lo ha legato a doppio filo all'Inghilterra, scelta poi anche come propria nazionale di calcio. E se non ci fosse stato il pallone nella sua vita? Il centrocampista aveva un piano B: fare lo chef, con la cucina seconda grande passione assieme ai videogiochi, in particolare quelli di guerra di cui è un grande fan.

    DA GASCOIGNE A LAMPARD - Il calcio nella sua vita però ci è entrato e ora, con il passaggio al Chelsea, è arrivato il momento del bivio: da semplice promessa nel modesto Everton a scommessa del Chelsea campione in carica della Premier League, portandosi dietro un bagaglio di paragoni con grandi del passato importante e, potenzialmente, ingombrante. La sintesi perfetta arriva dall'ex ct dell'Inghilterra, ora allenatore del Crystal Palace, Roy Hodgson: un mix tra Paul Gascoigne e Frank Lampard. Per caratteristiche tecniche e per temperamento in campo il parallelo regge: nato come difensore centrale nelle giovanili, avanzato a centrocampo e infine piazzato sulla trequarti, libero di inserirsi con o senza il pallone (dotato di un tiro micidiale con entrambi i piedi) ma allo stesso tempo chiamato a dare un contributo alla fase difensiva con la sua fisicità. Se Gascoigne all'Everton non ha lasciato pesanti fantasmi alle spalle, lo stesso però non si può dire di Lampard: leggenda indiscussa del Chelsea, tredici anni passati a Stamford Bridge e una maglia, la numero 8, diventata icona. E pesante, al limite dell'insostenibile. Chiedere a Oscar, che dopo l'addio di Frank ha provato a vestirne i panni senza successo: il brasiliano è stato l'ultimo, poi la 8 è rimasta senza padrone. Fino a ieri, perché Barkley ha scelto proprio quella maglietta, lo stesso numero già indossato con i Toffees: attaccamento o sfrontatezza e sprezzo del confronto con un mostro sacro, Barkley è pronto a tornare in campo e a lottare per conquistarsi spazio nel Chelsea, un posto al Mondiale. E per dimostrare di non essere solo un'altra grande, eterna promessa del calcio britannico.

    @Albri_Fede90
     

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