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E ci risiamo. Ormai è quasi una barzelletta. Tutto quello che riguarda l’Inter per alcuni è motivo di polemica e critica, sempre e comunque. Non importa quale sia la questione, non importa quale sia il contendere, chi non ha obiettività ma solo ciechi colori della maglia sugli occhi non potrà mai trovare un equilibrio e una equidistanza di giudizio per ottenere un minimo di credibilità.

La notizia? Mertens rimane a Napoli e firma un contratto molto oneroso con il club di De Laurentiis dopo aver strizzato l’occhio all’Inter e aver quasi accettato l’offerta allettante di Marotta. L’Inter lo aveva in pugno, perché proprio l’attaccante belga aveva accettato quella che sembrava un’offerta non accantonabile dell’Inter. 

Mertens, 33 anni, parametro zero in rotta con la sua società e il suo presidente, fa retromarcia all’ultimo. Legittimo, anzi forse il belga ha fatto anche bene a scegliere una piazza che lo stima e lo idolatra, un allenatore che lo conosce e che lo rivaluterà e, diciamolo, una grandissima offerta al rialzo da parte della società partenopea. Cuore sì, ma anche scelta economica. Credo che se il Napoli avesse offerto la metà di quello che aveva promesso l’Inter probabilmente il cuore sarebbe passato in secondo piano. Tutto normale: sono trattative, sono professionisti ed è giusto che sia così.
Mertens rimane a Napoli, dicevamo: non passa un minuto dalla notizia che il tam tam si scatena. Eccolo il fallimento dell’Inter! Il caso Mertens viene dopo il caso Dzeko, simile nella sua dinamica e del caso Giroud. Questi tre attaccanti sono accomunati dal ruolo, dall’età e dall’interessamento forte con offerta dell’Inter. In comune hanno anche il fatto di essere rimasti dove sono. Ma andiamo nel dettaglio: di Mertens abbiamo già detto. Dzeko aveva accettato l’Inter, Petrachi per trattenere il bosniaco ha dovuto rifiutare 15 milioni di euro per un giocatore in scadenza di 34 anni e offrirgli 6 milioni netti all’anno con annessa fascia di capitano. Giroud, ai margini del Chelsea, sceglie l’Inter ma i Blues, non volendo perderlo a zero, fanno valere la clausola unilaterale per il rinnovo di un altro anno del contratto. Insomma, per trattenere i propri giocatori e non farli andare via, in questo caso all’Inter, le società di appartenenza hanno dovuto sacrificarsi e di molto. Fallimento Inter? E dove? Non credo proprio

La cosa curiosa però è che questo tam tam si ripropone puntuale anche quando l’Inter i giocatori li acquista. Ecco che Lukaku una volta firmato per i nerazzurri diventa improvvisamente un brocco appesantito e “scaricato” dal Manchester mentre Eriksen, dopo nemmeno un mese di stagione, diventa un finto top player strapagato (20 milioni!!!). Il tutto fa un pò sorridere. Per fortuna che alla fine parla il campo. Su Lukaku non ho più sentito dire nulla, ora nessuno dice che è strapagato, nessuno insinua che sia appesantito. Su Eriksen vedremo, ho visto giocatori arrivare anche a cifre decisamente più alte ed essere aspettati anche per due anni senza tutti questi clamori o problemi. Ora è il turno di Cavani. L’ex Napoli ha 33 anni (che coincidenza), è in scadenza (che coincidenza), piace all’Inter (davvero?!) come a tante altre squadre. Vediamo dove andrà, ma sappiate che se sceglierà l’Atletico Madrid (con cui è in parola da un anno) per molti sarà sempre e solo fallimento Inter!