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"Non fate sempre la stessa roba". Parole di Massiliamo Allegri. Così distanti da chi cerca, invece, di far seguire uno spartito ben definito. La Juventus ha (ri)cambiato rotta: prima voleva lo strappo con la teoria del corto muso, cercando di vincere giocando bene, ora, invece, dopo un anno senza scudetto, ha deciso di tornare sui suoi passi, consapevole che il corto muso è nella sua natura. E rieccolo, quindi, il "non fate sempre la stessa roba" urlato ieri ai suoi, durante l'allenamento, dal Conte Max, che riprendeva i suoi ragazzi, colpevoli di affidarsi sempre a due soluzioni nell'esercitazione offensiva: il tiro da fuori o lo scarico naturale alla mezzala. Un diktat, quello di Allegri, che va letto, però, a più ampio raggio: comprendere il gioco, capire la scelta giusta da fare in base alle esigenze, non seguire uno schema mandato a memoria

CERCASI KHEDIRA - Responsabilizzare i giocatori, quindi, mettendoli nella condizione di potersi esprimere al meglio, come concetto collettivo. E poi, nello specifico, l'ex Milan, Cagliari e Sassuolo va a caccia di un nuovo Khedira. O meglio, del suo Khedira. Il tedesco, con Massimiliano Allegri, si è espresso, in termini numerici, come con nessun altro: 127 partite, 21 gol e 12 assist. Per intenderci, con Mourinho ha giocato 126 partite, ma realizzando solo 8 gol. Ecco, quei gol, Allegri, li cerca dentro la rosa. 
MCKENNIE E RABIOT - Sul mercato si stanno cercando altri giocatori, che possano dare equilibrio, meno assaltatori più ragionatori, come Locatelli e Pjanic, che comunque nel proprio bagaglio tecnico il gol, specialmente col tiro da fuori, ce l'hanno. Ma Allegri il conto lo fa con chi ha disposizione. E sono due i profili da khedizzare: Adrien Rabiot, ora infortunato, e, soprattutto, Weston McKennie. Verticali e pronti a buttarsi nello spazio, in area di rigore. Con lo statunitense, visto che il francese è ko, già preso di mira: "Dieci, di gol ne devi fare dieci quest'anno". Cercando, stando al Max pensiero, di non fare sempre la stessa roba.