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Donnarumma e Calhanoglu rappresentano le situazioni più eclatanti del panorama italiano, la punta dell'iceberg di uno dei momenti più incerti e complicati anche per il mondo del calcio e di riflesso del mercato. Il crollo degli introiti generato dalla pandemia ha acuito una crisi economica che si è fatta quasi insopportabile per la gran parte delle società, alcuni dei quali hanno denunciato in maniera plateale il loro momento di sofferenza con l'iniziativa della Superlega. E tra i temi a lungo inevasi c'è quello di un potere eccessivamente ampio messo nelle mani di giocatori e procuratori, con ingaggi arrivati alle stelle. A tal punto che questa finestra di mercato è iniziato secondo dinamiche ben diverse dal recente passato. E con squadre storicamente abituate ad imporre la legge del denaro oggi molto più attente e calcolatrici, a patto di dover rinunciare a veri e propri perni dei rispettivi progetti.

NUOVA TENDENZA - Aguero, Depay ed Eric Garcia, il trittico di colpi in entrata piazzati dal Barcellona (insieme ad Emerson Royal, controriscattato dal Betis per 9 milioni di euro), sono arrivati senza versare un solo euro per il cartellino dei calciatori. Un'inversione di tendenza provocata anche dallo stato di profonda crisi finanziaria che ha colpito il club catalano, indebitatosi a livelli incredibili soprattutto nell'ultimo periodo della gestione Bartomeu, e costretto oggi a muoversi col bilancino. Una politica che certo non appartiene al ricchissimo Paris Saint-Germain targato Qatar, che ha iniziato a muoversi con grande anticipo sulla concorrenza e che, in attesa di provare a piazzare il colpo a sensazione con tanti zeri, ha letteralmente aperto la stagione della caccia. Dei top player a parametro zero.

PSG PIGLIATUTTO - Potendo disporre di risorse pressoché illimitate, il direttore sportivo Leonardo si è già assicurato Donnarumma dal Milan (ingaggio di 10 milioni di euro netti, più di 2 di bonus), Wijnaldum dal Liverpool (10 milioni) - strappandolo al Barcellona -  ed è in lizza per assicurarsi Sergio Ramos che, dopo un'epopea durata ben 16 anni, ha lasciato il Real Madrid in scadenza di contratto. Un fatto senza precedenti per l'importanza del giocatore e del suo club di provenienza: una situazione che il "solito" Barcellona è convinto di non dover rivivere col suo giocatore più emblematico, quel Leo Messi che ad oggi non ha ancora firmato il rinnovo di un contratto che il prossimo 30 giugno andrà ad esaurirsi. E in vista del 2022, il rischio è che questo scenario possa essere nuovamente d'attualità e che possa coinvolgere altri pezzi da novanta.

E NEL 2022... - Mbappé, Pogba e Varane sono i tre assi del calcio internazionale che si trovano attualmente a un anno dalla conclusione dei rispettivi contratti e che, guarda caso, sono tra i giocatori più chiacchierati in queste settimane. Lo sono altrettanto, per ritornare a vicende di casa nostra, il capitano del Milan Alessio Romagnoli e i compagni di squadra Davide Calabria e Franck Kessie, destinati a diventare problemi di strettissima attualità per la dirigenza rossonera; allo stesso modo, rischiano di esserlo per la Juventus Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala, le cui chance di permanenza sono strettamente legate al futuro di Cristiano Ronaldo e la cui trattativa vive una pericolosa fase di stallo ormai da diversi mesi. E' la nuova tendenza del calciomercato in piena era Covid, coi giocatori sempre più padroni del proprio destino e sempre meno asset strategici di proprietà dei club.