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La tifoseria della Juventus ha evidenziato il problema: ai loro occhi - al netto di fasce da capitano o di gerarchie di spogliatoio - Leonardo Bonucci non viene riconosciuto come il leader di un gruppo alla deriva. E, secondo quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, probabilmente non lo è tuttora nemmeno agli occhi del suo stesso allenatore che, pur dovendo assegnargli i gradi per una mera questione di anzianità dopo l'addio di Chiellini, ha preferito prescindere da lui in occasione di quella che avrebbe potuto e dovuto essere la svolta (mancata): quella di domenica scorsa col Monza.

UNA STRANA ASSENZA - Il difensore classe '87 è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, facendo spazio al giovane Gatti: semplice turn-over, potrebbe obiettare qualcuno considerando che Bonucci aveva giocato da titolare la precedente sfida con la Salernitana e quella di Champions contro il Benfica. Per un giocatore non più giovanissimo e piuttosto soggetto agli infortuni negli ultimi tempi, una scelta che può essere letta anche come prudenziale e preventiva, per scongiurare il pericolo di aggiungere il suo nome a quello dei tanti indisponibili in casa bianconera. Ma è altrettanto vero che, quando si attraversa un periodo di crisi, in una squadra di calcio difficilmente si prescinde da quelli che dovrebbero essere i punti di rifimento del gruppo e, in assenza dei veterani Szczesny, Cuadrado e Alex Sandro, fare a meno pure del giocatore della Nazionale è apparsa una circostanza piuttosto curiosa.
DICHIARAZIONI NON GRADITE? - Gli spifferi che arrivano dalla Continassa sono tutti indirizzati verso le parole rilasciate da Bonucci al termine della recente debacle in Champions League: "Sono preoccupato, non c’è da nascondere nulla. Purtroppo usciamo dalla partita troppo spesso, vuoi per un fatto mentale o fisico, non lo so". Dichiarazioni con un destinatario non precisato ma che potrebbe essere tranquillamente individuato in chi, più di altri, ha la responsabilità di individuare la soluzione al problema: l'allenatore. E con Allegri i precedenti conflittuali non mancano: dal litigio in campo col Palermo del 2017 e lo sgabello di Oporto sino alla decisione di non dargli la fascia in occasione del suo ritorno alla Juve, decisione digerita non senza fatica dal giocatore. In un momento di forti tensioni in seno alla Juve, si aggiunge un ulteriore motivo di conflitto e di incognite: non di poco conto se ha come protagonista il capitano.




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