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Si fa presto a dire “risolviamo il contratto”. Nessun club lo sta scoprendo sulla propria pelle come la Juve. Che in poco tempo riuscì a trovare una quadra con Claudio Marchisio nell'estate del 2018, un po' come nelle scorse settimane con Blaise Matuidi. Mentre molto più complicata è stata la questione legata a Mario Mandzukic per esempio, con annesso effetto negativo sui conti. E ora si battaglia con Sami Khedira, che pure non ha quasi più peso a bilancio se non alla voce degli stipendi, ma soprattutto con Gonzalo Higuain. Non solo. Perché poi c'è pure da affrontare la stessa situazione con quegli allenatori che fanno parte del passato. È rimasto sotto contratto fino all'ultimo Max Allegri, percependo l'intero ingaggio anche nella stagione appena conclusa. Nessuna risoluzione. Ed è della stessa idea pure Maurizio Sarri.

NO, GRAZIE – Passata la rabbia dell'eliminazione con annesso esonero, la dirigenza bianconera ha contattato Sarri per proporgli un accordo che potesse consentire a lui di liberarsi subito e alla Juve di risparmiare un bel po' di soldini: sono 6 milioni netti a stagione per altri due anni, oltre a un milione abbondante da ridistribuire dopo l'accordo sugli stipendi raggiunto agli albori del lockdown. Ma la risposta, per il momento, è stata piuttosto netta: non se ne parla, non ora. E comunque se ne occupa Fali Ramadani di queste cose. Ma senza una nuova avventura dietro l'angolo non c'è alcuna volontà da parte del Comandante di regalare anche solo un centesimo alla proprietà bianconera, determinante nel processo decisionale del suo esonero.
IL MESSAGGIO – No, grazie. Con un altro messaggio, che può essere più o meno arrivato al mittente. Accomunando anche in questo, solo in questo veramente, due allenatori e due uomini agli antipodi come Sarri e Allegri. Attenta, Juve: qua si cambia di nuovo il tecnico ma il problema è di una squadra squilibrata e difficile da allenare. Lo aveva già detto Allegri, ben prima dell'addio, in camera caritatis. Avrà usato parole diverse, ma il senso era lo stesso anche nell'ultimo messaggio di Sarri. E di sconti, per ora, non se ne parla.