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La quarta punta, certo resta un obiettivo per cui la Juve lavora senza fretta e con scarso budget. Forse un intervento ancor più efficace servirebbe a centrocampo. Ma quello che dice il campo e il percorso della squadra di Andrea Pirlo forse non rappresenta la vera priorità del mercato di gennaio, come di ogni altra finestra. Quello che il campo non dice è che poi è per il bilancio che si giocano le partite più importante. E al netto della crisi, dell'effetto coronavirus, ci sono delle strategie del mercato più o meno sommerso che ritenute vincenti vengono riproposte di sessione in sessione. Anche in questa di gennaio. Con la Juve che nonostante tutto ha già completato almeno due operazioni in grado di garantire tra i 10 e i 15 milioni di plusvalenza, per quanto poi facciano seguito a spese sostanzialmente simili. Destinate a moltiplicarsi.

COL GENOA – In attesa degli annunci, attesi comunque a stretto giro di posta, che possano confermare cifre e formule, da tempo è stato definito l'affare con il Genoa che porterà Nicolò Rovella in bianconero pur restando in prestito alla corte di Davide Ballardini: alla fine la Juve pagherà circa 10 milioni tra parte fissa e bonus per un giocatore che era in scadenza di contratto. D'altro canto sono Manolo Portanova ed Elia Petrelli (che poi andrà subito in prestito alla Reggina) che diventeranno giocatori del Genoa rispettivamente per 7 e 3 milioni di euro. Di plusvalenza pressoché totale.
COL LUGANO – Intanto è già stato formalizzato l'affare con un altro club come il Lugano. Il ds dell'Under 23 Giovanni Manna, proprio ex del club svizzero, ha effettuato l'acquisto di Christopher Lungoyi per 2,5 milioni lasciandolo in prestito a Lugano per altri 18 mesi. Parallelamente gli svizzeri hanno completato l'acquisto di Kevin Monzialo, in prestito da loro da inizio stagione, per circa 2,5 milioni di euro di plusvalenza totale. Una prassi consolidata questa della doppia operazione. I conti così tornano, e allora strategia che vince non si cambia.