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La sconfitta di Roma contro la Lazio è stata sicuramente la peggiore prestazione stagionale. Una squadra molle, poco reattiva e mai combattiva è stata presa a pallate dai biancocelesti che, camminando, hanno vinto 3-0. Complice la serata storta della difesa la gara è andata in picchiata già dal quarto d'ora, ma gli errori individuali non devono distogliere l'attenzione dal vero nodo: questa squadra, al momento, non è attrezzata per giocare in serie A.

I motivi possono essere molteplici. Le promesse non mantenute dal ds Pederzoli, che s'era presentato parlando di giovani interessanti che a Novarello non si sono mai visti. Una rosa fatta di giocatori scartati da squadre in lotta per la salvezza come Radovanovic, Meggiorini, Morimoto, Paci e quant'altri, oltre ai rincalzi presi dai bassifondi della serie B come Pesce e Giorgi che giocavano nell'Ascoli fino a pochi mesi fa e ora si trovano a giocare all'Olimpico. L'inadeguatezza di una coppia difensiva, Centurioni-Ludi, con cui il Novara arrivò ottavo in Lega Pro. Detto tutto, anche sulla sfortuna.

A parziale difesa della proprietà che ha reso grande questa squadra, e che per sempre dunque sarà nell'elite del calcio novarese, c'è la gestione della società. De Salvo ha sempre difeso l'operato del suo ds, con il quale ha sempre condiviso le decisioni tecniche. La giustificazione tipica è stata: 'Prendetevela con me, gli ho dato un budget limitatissimo'. E' vero, ma anche su questo punto si potrebbe discutere una vita. Per rifondare una squadra con scarti avanti con l'età, forse era meglio impegnare le poche forze su giovani promettenti per dare un senso a una stagione difficile. Invece si è preferito andare sui Jeda, sui Granoche e compagnia briscola, mantenendo però saldo il bilancio societario.

E forse è giusto così, perché non bisogna scordarsi che il Novara da una vita giocava in Lega Pro, dove i conti erano una cosa decisamente diversa. Forse allora De Salvo ha fatto la scelta giusta confidando della gioia dei novaresi per l'anno di gloria, anche fosse solo un'illusione, per poi crescre costantemente in serie B fino a trovare un regime finanziario solido. Ricordate il Como, il Messina, la Salernitana o l'Ancona? Giusto per citarne alcuni dell'ultimo decennio. Serie A, grandi acquisti milionari, e poi? Fallimento con tanti saluti ai tifosi. Forse è meglio soffrire quest'anno che farlo per decenni.