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L’Inter ha una ragione in più per vincere il derby di questa sera: raggiungere la Juve in testa alla classifica e dare la scalata allo scudetto fin dalle prossime quattro partite. Chi mi legge sa che, da prima dell’inizio della stagione, ho pronosticato l’Inter come prossima campione d’Italia. Lo avrei sostenuto anche se la Juve avesse vinto a Verona, figurarsi ora che ha perso, e male, in casa dei veneti.

La caduta dei bianconeri è altra benzina nel serbatoio di Conte, già rafforzato dagli arrivi di Young, Moses ed Eriksen. Nonostante un derby possa sempre riservare qualche sorpresa, per me questa sera il risultato è scontato e l’Inter uscirà vittoriosa.

Non scontato, invece, sarà lo svolgimento della gara. Il Milan, al di là di Ibra, ha ritrovato qualche certezza (per esempio il 4-4-2 che copre il campo in maniera adatta) e scoperto calciatori funzionali: Castillejo, per esempio, ha meno talento di Suso, ma più corsa, maggiore disponibilità al sacrificio e un’imprevedibilità istintiva che spesso disorienta l’avversario.

Conte sente che la partita sarà dura e per questo è ancora più concentrato. Nelle dichiarazioni della vigilia, rispetto a Pioli, è apparso addirittura sotto tono. La realtà è opposta: l’allenatore del Milan non ha nulla da perdere e presentare una squadra orgogliosa è il minimo che gli si chieda. Conte, al contrario, sa che non può sbagliare perché l’occasione è unica e l’avversario nettamente inferiore. Cosa allora può tradire l’Inter?
Per me niente, anche perché la probabile assenza di Handanovic è un ulteriore elemento di richiamo all’attenzione: Padelli è un portiere affidabilissimo, ma sono certo che i suoi difensori vorranno regalargli una serata senza il minimo rischio. Se poi, invece, il capitano dovesse farcela sarà un motivo di consolazione per tutti.

Non sono certo che Eriksen venga schierato dall’inizio anche se la maggioranza dei colleghi ne prevedono un un impiego dietro a Lukaku. Sul ruolo, trequartista dietro a un’unica punta, sono assolutamente d’accordo. Sono meno convinto, invece, che Eriksen giochi dal primo minuto. Le sue qualità emergerebbero più chiaramente quando i ritmi si abbassano e i contendenti lasciano qualche spazio.

Curiosamente Pioli potrebbe schierare Calhanoglu dietro a Ibrahimovic, sempre che lo svedese sia della partita, come credo. E’ un modo per togliere almeno un riferimento ai difensori dell’Inter e per favorire l’assalto dei centrocampisti. Il Milan non è più un avversario di cui si dispone facilmente, ma se attaccato, come ha fatto il Verona domenica scorsa, va sistematicamente in difficoltà.

L’Inter perciò aggredirà subito i rossoneri, il ritmo sarà alto e Lukaku, più che puntare la porta avversaria, avrà il compito di far salire la squadra, specialmente se all’inizio lo affiancherà Sanchez. Non credo, infatti, che il Milan regali al belga la profondità per essere attaccato. Vedo un netto predominio dell’Inter a metà campo con tanti palloni giocati sull’esterno per poi chiudere l’azione con un cross. A quel punto Lukaku sarà decisivo. E l’Inter avrà raggiunto la Juve in testa alla classifica. Anzi, per i puristi del numero, le sarà addirittura davanti. Fino al prossimo scontro diretto vale la differenza reti e quella dei nerazzurri è migliore.