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Il progetto San Siro non trova pace. Nuovo scontro in Comune nella giornata in cui è andata in scena una commissione sullo stadio di Milano: si avvicina la scadenza dell'ultima proroga chiesta dai due club meneghini, Inter e Milan, al Comune di Milano per la consegna di una parte della documentazione necessaria per il progetto di realizzazione del nuovo impianto. 

Lo scorso 6 novembre, scrive l'Ansa, le squadre hanno consegnato lo studio di fattibilità, con le integrazioni richieste dall'amministrazione e dal Consiglio comunale, che hanno però chiesto altre integrazione, coi documenti che dovrebbero arrivare il 19 giugno al Comune: "Aspettiamo le ultime documentazioni nei prossimi giorni – ha confermato il Direttore Area Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree, Giancarlo Tancredi, in commissione -. L’istruttoria dovrà essere conclusa previa consegna di tutti i documenti e la verifica di tipo amministrativo di tutti i documenti". Un percorso che avrà come esito finale una nuova delibera di giunta "che confermerà o meno il pubblico interesse", ha aggiunto.
La maggioranza è ancora spaccata, a Milano, sul nuovo impianto: "un’idea urbanistica molto sbagliata su quel pezzo di città. Comanda il Pgt che tutti abbiamo votato o la legge sugli stadi, strumento rivelatosi inadeguato? Io penso che sia la prima e quindi credo che tutti dobbiamo ripensarci un attimo, qui è in gioco non solo quella parte di San Siro ma chi comanda a Milano. Io sono convinto che lo stadio non si farà neanche dopo le elezioni" le parole di Carlo Monguzzi del Pd. Queste, invece, quelle del consigliere del Pd David Gentili: "l'’Inter comunichi i nuovi titolari effettivi rispetto a quanto dichiarato a gennaio. Il tema dei titolari effettivi si sgancia da quello del progetto urbanistico è una questione propedeutica di regole e procedure. Non può essere coperto da riservatezza". 

Anche Forza Italia si esprime, con le parole del capogruppo Fabrizio De Pasquale: "quando abbiamo votato l’ ordine del giorno pensavo fosse un esercizio di sintesi politica per superare le obiezioni. Invece hanno ricominciato a manifestarsi i dubbi, le obiezioni e le richieste che hanno l’obiettivo di scavallare le elezioni perché il tema dello stadio non deve esserci nella campagna elettorale. Quello della maggioranza è un atteggiamento incoerente perché la giunta quando vuole ha fiducia nel privato".