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Nuovo stadio, da Campo di Marte arriva la benedizione con riserva.Quarantamila posti coperti, un parcheggio da 3mila posti auto immerso in 32 ettari di cittadella viola. Il nuovo impianto gioiello da 200 milioni di euro che entro il 2018 potrebbe sorgere nell’area Mercafir di Novoli, ha i numeri per far gola anche ai membri più scettici del popolo viola.Ma le quotazioni di fiducia dei fiorentini che abitano all’ombra del Franchi, dopo 5 anni di dietrofront e smentite su destinazione e finanziamenti per uno stadio di respiro “europeo”, sono calate a picco.
A risollevarle non è bastata la passeggiata in via Tornabuoni di Matteo Renzi a fianco di Diego Della Valle che ha messo in cassaforte l’intesa fra Palazzo Vecchio e il patron viola sul nuovo stadio hi-tech. E alla vigilia del passaggio di “carte” dalle mani della cordata dietro al project financing a quelle dei tecnici del Comune, che avverrà entro 30 giorni, Campo di Marte si spacca fra apocalittici e integrati. Fra i primi c’è Roberto Peragnoli, i’ Pera per gli amici, volto storico del Bar Marisa, che non ha dubbi: «Lo stadio si può fare solo allo stadio. E per stadio intendo l’unico che abbiamo».Tra quanti vedono nel Franchi l’unica casa dei viola c’è chi rispolvera il disegno di Pier Luigi Nerviche nel 1929 progettò lo stadio costato 6 milioni e mezzo di lire. «Col progetto di un secondo anello da 10mila posti – spiega Luciano Bulletti, da 20 anni residente ai piedi del Comunale parlando al quotidiano La Nazione – si sarebbe potuto ampliare lo stadio senza toccare la struttura vincolata». Nel mirino anche i tempi di realizzazione, nonostante infatti la proprietà dell’area Mercafir di Palazzo Vecchio possa accorciare l’iter burocratico, si temono intoppi nel dopo Renzi. «Il nuovo stadio è una benedizione per i posti di lavori che creerà – dice Sergio Sergi, 79enne – spero solo di poterlo vedere ultimato». Anche Giulio Pianoforte, 31 anni, accoglie con entusiasmo l’arrivo del nuovo stadio e dei posti di lavoro che porterà la sua realizzazione. Gli oltre 30 ettari di volumetrie dell’operazione Mercafir che i tecnici immaginano sede di un tempio viola fanno battere il cuore. Ma il quartiere è vaccinato contro gli amori a prima vista, specie se visti solo in foto.“E del Franchi che ne facciamo? – si chiede Stefano Sollazzo –, il nuovo progetto è perfetto ma non ci dimentichiamo del nostro stadio, non può stare aperto solo per concerti estivi “. Un tasto su cui lo strappo tra “stadio-scettici” e favorevoli si ricuce: Campo di Marte ha ancora bisogno di calcio viola.
“Potrebbe diventare la casa di sport minori – suggerisce Romolo Martinelli, 61 anni – come il rugby o sede della primavera oppure della Rondinella”. Nessuna obiezione sul fronte traffico. Troppo invece sarebbe lasciare nel cassetto dei ricordi i nomi delle curve. “Vogliamo ancora una Fiesole” dice Giulia Panichi. E la Ferrovia? Dal bar Marisa arriva la proposta. “Potremmo tornare a chiamarla Marione, ricordandone due in uno: Cecchi Gori e il più grande supertifoso viola esistito: Mario Ciuffi”.