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"Il Meazza che amiamo e a cui siamo affezionati non va più bene, ha fatto il suo tempo". Le parole agrodolci del presidente rossonero Scaroni nei confronti della Scala del Calcio tuonano nelle orecchie del tifoso conservatore tra le aule del Politecnico di Milano e allo stesso tempo fanno sobbalzare d’entusiasmo gli spettatori futuristi. 

In effetti è solo del 2006 l’ultima classifica rilasciata dall’Uefa sugli stadi 5 stelle, di cui San Siro faceva parte, e se da una parte di quell’annata ricordiamo il po-po-po-po di metà luglio che quasi sembra ieri, allo stesso tempo le infrastrutture sembrano essere deperite più velocemente. Nonostante nel 2016, per la finale di Champions League, il Meazza abbia subito una rinfrescata da una trentina di milioni di euro per ospitare le due contendenti di Madrid



Le cifre che girano intorno al nuovo doppio progetto presentato dai club, sono più che altro relative alla costruzione, mentre sul fronte dei ritorni attesi non c’è nulla di ufficiale. Questo nonostante in un paper Uefa del 2011 intitolato “Uefa guide to quality stadiums”, una specie di prontuario alla costruzione di nuovi impianti, vengano indicati tutti gli step per la costruzione di un nuovo impianto e alla voce A3 Business Plan si indichi come necessaria una approfondita analisi preventiva sulle opportunità commerciali e di marketing del progetto.
Curiosità, già nel 2011 l’Uefa prevedeva un futuro stadio in condivisione tra Milan e Inter “it may make economic sense”. 



COSTRUZIONE - La cifra complessiva indicata da Milan e Inter per costruzione dello stadio e riqualificazione e sfruttamento dell’area circostante (di cui in fase di presentazione è stato detto praticamente nulla a parte le cubature dell’intervento) è pari a circa 1,2 miliardi di euro.
Solo per lo stadio dovrebbero essere impegnati 650 milioni di euro
. Particolare che sia stata indicata la stessa esatta cifra per entrambi i due progetti in gara, che dal punto di vista anche solo architettonico sembrano anche a un occhio poco tecnico avere notevoli differenze.
La buona notizia sia per il Milan che per l’Inter (che si appresta ad approvare il bilancio con perdite in linea con il fair play e ricavi oltre i 400 milioni al loro delle plusvalenze) è che tutti i costi sostenuti per la costruzione del nuovo impianto verranno scomputati dai paletti Uefa sui vincoli di bilancio, come è normale che sia per investimenti in infrastrutture.
La ristrutturazione di San Siro invece, secondo i club, potrebbe arrivare a costare 510 milioni di euro, con alcune incognite al rialzo dovute a eventuali imprevisti in fase di smontaggio e altre certezze, cioè che i mancati introiti da botteghino e mancato sfruttamento di attività commerciali dovrebbero attestarsi sui 115 milioni di euro.

LA SITUAZIONE OGGI - Come avevamo scritto qualche tempo fa, per il momento fanno fede i dati dei bilanci già approvati e il paragone che è possibile fare con la squadra più all'avanguardia in Italia dal punto di vista dell’impianto in dotazione, cioè la Juventus.
I bianconeri nella stagione 2017/18 dai biglietti dell’Allianz Stadium hanno incassato 56,4 milioni, di cui 25,7 milioni dalle 29.300 tessere in abbonamento. Nella stagione 2016/17 erano stati 57,8 milioni.
Entrambe le annate con Champions inclusa nei calcoli.



Se confrontiamo ad esempio con l’Inter, nello stesso periodo i nerazzurri tra ricavi da stadio e abbonamenti hanno generato ricavi a San Siro per 23,6 milioni da sommare ai 9,3 legati agli abbonamenti. 33 milioni (senza coppe) da confrontare con i 27, 8 milioni della stagione 2016/17.
Nel caso del Milan la stagione 2017/18 si è chiusa con ricavi da gare complessivi (compresa Europa League) per 35,3 milioni di euro, in variazione positiva di oltre il 10% rispetto ai 21,9 della stagione 2016/17 disputata in assenza di competizioni europee.
Una rapida somma, seppur con le differenze legate alle competizioni europee, ci fa capire quanto abbiano reso i 40 mila posti di Torino rispetto ai quasi 80 mila di San Siro negli ultimi due anni:



Si può ragionevolmente dire che i 78.000 posti di San Siro (capienza massima) rendano la metà dei 40.000 della Juventus. 

STIME - E allora si può provare ad applicare i multipli dello Juventus Stadium al nuovo San Siro (il naming del futuro impianto è presumibile e garantirà introiti aggiuntivi per i club) per capire quale impatto potrebbe avere una casa nuova rispetto ad un attico ristrutturato.

La redditività di uno stadio si misura in base al prezzo medio per seggiolino e la situazione, secondo gli ultimi calcoli che avevamo effettuato qui su Calciomercato.com, era la seguente:

Juventus: 53 euro
Inter: 33 euro
Milan: 29 euro


Nella stagione scorsa la media spettatori della Serie A ha fatto registrare la seguente classifica:

Inter: 58.789
Milan: 54.651
Juventus: 39.193


L’impianto di Torino ha un coefficiente di riempimento che corrisponde, con uno scarto minimo, alla capienza massima dell’impianto, mentre quella delle milanesi è più bassa.

Come indicato da progetto nelle scorse ore da Milan e Inter il nuovo stadio dovrebbe avere una portata di 55.000-65.000 posti. Prendiamo una media di 60.000, assumiamo che il nuovo stadio ipertecnologico e pieno di attività collaterali possa essere sempre pieno come accade in casa Juve e attestarsi su una fascia prezzo-seggiolino uguale a quella di Torino. Del resto già oggi la media spettatori su entrambe le sponde di Milano è simile alla futura capienza complessiva. Ma cosa cambierebbe in termini di incassi?



In ciascuna stagione, indicativamente, entrambe le squadre potrebbero ricavare circa 25 milioni aggiuntivi solamente dai biglietti (il gap per l’Inter quest’anno sarà sicuramente ridotto grazie al botteghino in Champions).

E’ evidente che questi introiti aggiuntivi deriverebbero solamente da prezzo degli abbonamenti e dei biglietti sensibilmente maggiorato rispetto ai 33 e 29 euro della stagione 17/18.
Del resto, come sanno bene i tifosi juventini che quest’anno hanno confermato l’abbonamento, il prezzo del rinnovo nella stagione attuale è risultato essere più caro di oltre il 100% rispetto alla stagione 2012/13, la seconda nella nuova casa. La qualità infrastrutturale non è gratis, e questo è bene ricordarlo a chi è spende anche con sacrificio per inseguire la passione del pallone.

Inoltre, ci sarebbero da aggiungere i ritorni da attività commerciali nella nuova riurbanizzazione esterna a San Siro, di cui è stato detto poco, a parte qualche veduta aerea dai video rendering.

Nel caso della Juventus questi sono valsi, per l’ultima stagione di cui si hanno dati disponibili, 31 milioni di euro, alla voce Altri Ricavi che comprende i proventi dello Juventus Museum e delle iniziative “Membership” e “Stadium Tour”, ma non ancora quelli del neo inaugurato J Hotel.
Per l’Inter, al 30 giugno 2018, il dato commerciale si è fermato a 19 milioni, sommando i 2 derivanti da proventi commerciali e royalties con la voce “Altri ricavi”.

Secondo cifre non ancora confermate, tuttavia, Milan e Inter si attendono ricavi aggiuntivi dal nuovo stadio per 124 milioni l’anno: una settantina dall’impianto e il restante quasi 50% dal distretto ricreativo.
E la partita sembra si giochi proprio su questo secondo aspetto, cioè tutto ciò che starà fuori dagli spalti. Che poi è il tema che il Consiglio comunale della città si riserva di indagare più a fondo, dopo le dichiarazioni di diversi rappresentanti dell’assemblea meneghina secondo cui l’operazione, per il momento, per come è stata presentata non sarebbe trasparente al 100%. E così la decisione del 10 ottobre sul pubblico interesse dell’opera è destinata a slittare. Ed è probabile che nel braccio di ferro tra club e comune faccia l’ingresso in campo anche un attore terzo, in grado di stimare con una consulenza esterna i costi di rifacimento del vecchio San Siro.
Per un romanzo a puntate che ci terrà compagnia ancora a lungo, favorevoli e contrari.