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Cinque giorni fa si è chiusa la gara d'appalto per i lavori di ristrutturazione dello Stadio Friuli di Udine. Una commissione sta analizzando le quattro offerte pervenute e venerdì prossimo si dovrebbe conoscere il nome della ditta vincitrice. Alberto Rigotto, responsabile Amministrazione/Finanza e Controllo dell'Udinese, è stato contattato in esclusiva da calciomercato.com per fare il punto sulla situazione: "Il lavoro prevede la demolizione di tre dei quattro lati dello stadio per ricostruirli più vicini al campo di gioco. Il progetto parla di un impianto da 25 mila posti a sedere, tutti coperti. Tutto deve essere finito entro il 31 luglio 2015, pena il pagamento di penali importanti".

TABELLA DI MARCIA -  Idee chiare sui prossimi passi a seguire: "L'abbattimento della Curva Nord e dei distinti avverrà al termine del campionato. Dall'estate fino al 31 dicembre 2014 è in programma la ricostruzione integrale della Curva Nord e la copertura della stessa. Poi dall'1 gennaio 2015 fino al 31 luglio 2015 ci saranno la ricostruzione e la copertura degli altri due lati, la Curva Sud ed i distinti".

FRIULI DOUBLE FACE - Uno stadio in grado di vivere sette giorni su sette: "Dal punto di vista pratico si tratta di due grandi lotti: il primo da 25 milioni che è quello sportivo, l'altro di altrettanti milioni riguarderà ciò che non è legato alla partita. Il progetto prevede la costruzione del Friuli su tre piani. Un piano dedicato all'evento sportivo, il piano -1 ed il piano +1 da 20mila metri quadrati saranno dedicati ad attività commerciali".

MODELLO UDINE - Uno stadio unico, che non ha preso spunto da altri impianti in giro per l'Europa: ''Noi amiamo dire che il nostro è il Modello Udine, non c'è stato un modello ispiratore, ma è chiaro che abbiamo analizzato quanto fatto in Germania e Inghilterra. Il modello Udine dice in modo chiaro che con la normativa vigente si può operare. La legge sugli stadi che c'è in Parlamento non servirà a nessuno, è uno spot politico".

NIENTE RIVOLUZIONI -  Cambiare volto allo stadio comporta il rispetto di tre paletti: "Per costruire un nuovo impianto bisogna prima di tutto avere un buon rapporto con l'amministrazione comunale, fondamentale visto che i Comuni sono i proprietari degli stadi nel 99% dei casi. Altri tasselli fondamentali sono i bilanci in regola e una proprietà che ci crede, che ha lungimiranza e voglia di investire. Il nuovo stadio è di fatto una ristrutturazione del vecchio stadio, quindi non si vanno a mangiare nuovi pezzi di territorio e a fare nuove urbanizzazioni. Si rifa ciò che già c'è".