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"Luci a San Siro" cantava Roberto Vecchioni per la sua Inter, ma le luci allo stadio Giuseppe Meazza sembrano ormai destinate a spegnersi presto: sia per i nerazzurri che per il Milan. Le due società meneghine hanno deciso di lavorare in maniera congiunta al progetto per la realizzazione di un nuovo impianto entro il 2023, che nascerà di fianco allo storico stadio milanese prima dell'abbattimento: questo il destino per San Siro, sarà utilizzato dalle due squadre fino al termine dei lavori per poi essere definitivamente demolito.

PROGETTO - Il Milan ha già dato l'ok, manca solo quello dell'Inter per sancire l'addio allo storico stadio costruito nel 1926 dall'allora presidente rossonero Piero Pirelli. Nei piani del duo rossonerazzurro c'è un progetto ambizioso: edificare un nuovo impianto più piccolo (poco più di 60mila posti) a poche centinaia di metri dall'attuale ubicazione di San Siro, accanto al quale sorgerà anche un palazzetto da 5mila posti per concerti ed eventi. Operazione da circa 600 milioni di euro e incassi minimi previsti in 25 milioni l'anno, costi che convincono le due società, ma aprono il dibattito sulle sorti del Meazza.
DIVISI - "L'​abbattimento San Siro può causare malumori in città? Dipende da quale è il progetto". Mantiene una posizione neutrale il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala, ma tifosi di Inter e Milan e non solo si spaccano in due: modernità o tradizione, giusto demolire per fare largo al futuro o difendere uno dei simboli della città? Anche tanti ex rossoneri e nerazzurri hanno detto la loro sulla vicenda, chi parla di 'colpo al cuore'  e chi invece sostiene si tratti di una scelta dolorosa ma necessaria.

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