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Ivan Gazidis ripete come un mantra, nei suoi rari interventi rivolti ai tifosi rossoneri, come la volontà del fondo Elliott e della famiglia Singer sia di riportare il Milan ai livelli che gli competono. Ma la prossima estate sarà quella della vera rivoluzione da parte del fondo anglo-statunitense e che il manager sudafricano avrà il compito di portare avanti in prima persona. Una rivoluzione che avrà nel riassetto dei conti del club la prima missione da realizzare per porre basi più solide per un futuro da protagonisti.

NUOVI TAGLI - La scelta è caduta su Ralf Rangnick, l'uomo ritenuto più idoneo per portare avanti una programmazione che guardi in primis al ribilanciamento dei costi del Milan, società che a livello di fatturato non registra progressi significativi dai primi anni Duemila, quelle ultime due vittorie in Champions League. E che, in assenza di ricavi diversi da quelli dei contratti televisivi e con numeri in decrescita sotto il profilo delle sponsorizzazioni, non può non guardare con preoccupazione al fatto che l'attuale monte ingaggi pesi ancora per il 40% sul fatturato. Questo nonostante i tagli operati nel mercato di gennaio, con gli addii di Suso, Piatek, Reina, Caldara, Borini e Ricardo Rodriguez, abbiano portato un risparmio complessivo vicino ai 26 milioni di euro.
MERCATO, DIPENDE DALLE CESSIONI - Numeri destinati a salire, visto che a giugno saluterà anche Biglia e pure Ibrahimovic e Bonaventura vanno verso la non conferma. Il nuovo indirizzo di Gazidis sarà di puntare su giovani di talento, non oltre i 25 anni, e un ingaggio che non dovrà sforare il tetto dei 3,5 milioni di ingaggio. Cifre che collimano poco con l'attuale regime di giocatori come Donnarumma, non a caso diventato un vero e propro caso di mercato. E la cui partenza, insieme a quelle possibili di Calabria e Paquetà per motivi legati alle plusvalenze, possono far lievitare il budget a disposizione di chi avrà il compito di costruire la squadra della prossima stagione. Un tesoretto volto certamente al ribasso rispetto alle previsioni di qualche mese fa, vuoi per gli effetti scatenati dall'emergenza coronavirus, vuoi dall'ennesima annata senza gli introiti derivanti dalla Champions League.