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Dalla mezzanotte inoltrata di ieri sera parrebbe irrintracciabile Gianfranco Timossi. Il noto giornalista sarebbe stato avvistato l ultima volta mentre vagava  a piedi per il porto di Genova pochi istanti dopo la fine della seconda semifinale mondiale. Qualcuno giura di avergli sentito proferire sconsolato quattro parole: "Non ne azzecco una". Quindi il silenzio. Chi avesse informazioni precise può contattare il nostro sito. Di seguito vi riportiamo l'ultimo articolo scritto ieri pomeriggio per calciomercato.com che ripubblichiamo nella speranza che possa fornire qualche indizio sulla sua improvvisa scomparsa. 
Calciomercato.com

Volete salvare il vostro Mondiale? Non vi reste che tifare Olanda. Il Brasile ha perso la sua scommessa, non solo perché ha beccato 7 gol in semifinale dalla Germania. Ci sono cose che nella vita si dicono non tanto per convinzione, ma più per convenienza. Si chiamano luoghi comuni e uno va avanti da quasi un mese sostenendo: quello in Brasile è un grandissimo Mondiale. Balle, almeno io la penso così, non pretendo di aver ragione, ma ho le mie convinzioni e provo a metterle in fila. Sono stato in Brasile meno di un mese, ho sentito il calore del Mundial solo a Rio, ho sofferto l’indifferenza amazzonica di Manaus, gli squali di Recife, il cantiere di Natal. Hanno costruito 12 stadi, già vecchi, pieni di barriere architettoniche, con ascensor introvabili.  Ma soprattutto, in almeno mezza dozzina di casi, sono stadi già inutili: ditemi voi che ci faranno con lo stadio di Manaus, in Amazzonia, dove il calcio è roba da quarta serie. E che ci faranno a Natal, dello stadio tra le dune? Qui avrebbero voluto scuole e risarcimenti per l’ennesima alluvione, nascosta nel cuore del grande evento.  

Sono tornato con l’Italia, sul volo della vergogna, ma in fondo solo la squadra di Prandelli (a proposito: che delusione la sua fuga in Turchia) mi ha regalato fin qui qualche emozione. Emozioni negative, rabbia e voglia di mandarli tutti a quel paese. Beh, si tratta pur sempre di sensazioni, sussulti, minimi, ma registrabili. Il resto è stata una noia. Mortale. Vero, al primo giro un’altra eliminazione ci ha fatto sobbalzare: quella dei campioni della Spagna. Ma se la morte ha un suo fascino, non lo trovo poi così irresistibile.  Il resto sono stati ottavi di noia finiti ai supplementari, quarti di noia finiti ai supplementari o ai rigori.

Fino a Brasile 1 (ma anche zero, quel gol al 90’ era una comica) e Germania 7: altro fascino mortale, altro sangue e lacrime, mica calcio e gioia.  Una partita così non la devi ricordare. Sono gli sconfitti che cancellare la vergogna. Beh, non ce la faranno, fidatevi. Ora la Germania sarà pure la favorita. Però, fino a due partite fa, prima della vittoria contro la Francia, i tedeschi, la loro difesa fatta di legno, il loro attaccante Muller (brutto, ma impossibile da marcare) erano per molti, moltissimi, una barzelletta.  Oggi si gioca Argentina-Olanda, io sto con gli olandesi, di Messi e delle sue giocate non mi frega un granché. Il calcio resta un gioco di squadra e poi sono consapevolmente folle: le giocate della Pulce non mi esaltano, non mi lasciano a bocca aperta come succedeva con quelle di Maradona. Se vincesse l’Olanda sarebbe la prima volta e almeno questa sarebbe una cosa da ricordare. Odio la noia, amo le novità, a oltranza. Gli olandesi che forse (magari) facevano l’amore in ritiro, che forse si facevano le canne davanti alla spiaggia di Cobacabana, mentre l’Italia si nascondeva in un resort, sull’oceano, d’inverno, che è un po’ come andare in discoteca alle due del pomeriggio (però sono anni che non ci vado e sull’inopportunità dell’orario potrei sbagliare). Ah, il Brasile invece si nascondeva in montagna, in un albergo che sembrava un’immensa baita e ditemi voi se ha un senso pensare alla Seleçao in alta quota e non su una spiaggia: infatti è finita come doveva finire. Sì, è davvero finita. Vincerà una tra Germania e Argentina, più probabilmente la prima. Io però tifo Olanda, dopo aver tifato Italia, Uruguay, Colombia, Belgio (soprattutto), Costa Rica e pure il Brasile, l’ultimo, quello senza la fighetta Neymar e Thiago- Psycho- Silva.  Esatto, le ho fatte fuori tutte: sarà anche per questo che detesto l’ultimo Mondiale in Brasile.  



Giampiero Timossi (giornalista Il Secolo XIX)
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@GTimossi

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