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Chiederselo è naturale, giunti a questo punto: Okereke del Venezia può interessare a qualche big italiana? Ha caratteristiche che fanno gola, a ben pensarci. Forse non a tutte, ma ad alcune sì. Non parliamo oggi di un potenziale titolare in una grande squadra, piuttosto di un’alternativa utile, che può entrare e decidere una partita con un colpo. D’altra parte, questi sono i giorni di Messias. Okereke potrebbe fare la stessa strada: una grande stagione in Serie A, quindi una big. Non il Milan magari, che gioca col trequartista puro e vuole centravanti grossi fisicamente. Non la Roma e il Napoli, per motivi analoghi. Non la Dea, che finché c’è Muriel dietro a Duvan è a posto. Per me Okereke potrebbe fare benissimo il vice-qualcuno in squadre che giocano con le due punte o col tridente: il cerchio quindi si restringe a Inter, Juve, Lazio e Fiorentina. Alla Lazio Muriqi sta deludendo e manca un vero cambio di Immobile, nella Fiore Vlahovic se non è oggi partirà domani, quanto all’Inter, dovesse stancarsi della panchina Sanchez, ecco l’erede naturale del cileno. Nella Juve di Allegri, invece, un potenziale contropiedista fa sempre brodo. Ad esempio Okereke sarebbe più vice-Chiesa di un Kean, per quello che ci sta dicendo ora il campionato. E con vice-Chiesa intendo un giocatore in grado di fare sia l’esterno offensivo, sia (soprattutto) una delle due punte in un 3-5-2. Analizzando i gol di Okereke viene fuori un giocatore con un bagaglio completo. Guardiamoci dentro.  

LO SLALOM DI EMPOLI - Okereke aveva già fatto parlare di sé in Serie B, nella stagione 18/19 disputata con la maglia dello Spezia. 10 gol e 13 assist in 30 presenze, così era passato al Bruges. Col club belga ha segnato 15 gol in due anni, di cui però soltanto 4 nell’ultima Jupiler Pro League. Perché? In 25 presenze aveva giocato più o meno gli stessi minuti che ha raggiunto ora, dopo 13 giornate in Italia. Allora è stato dato in prestito al Venezia. Ha debuttato a Empoli con un gol del genere, subentrato nella ripresa.



Praticamente si è fatto due terzi di campo palla al piede sfidando da solo i difensori di Andreazzoli. Il classico slalom.



Una roba che vediamo fare a pochi in Italia.



Infine ha calciato in porta incrociando sotto le gambe di Marchizza. Ecco il suo biglietto da visita in Serie A



TAGLIO E TIRAGGIRO COL SASSUOLO - Ma Okereke non è soltanto velocità e dribblomania. Contro il Sassuolo ha dato un saggio di tiraggiro che se non l’avete visto dovete assolutamente rimediare. Ma prima un’altra cosa: Okereke può fare la seconda punta accanto a un centravanti di peso come Henry, mettendo in mostra tutto un repertorio di movimenti coordinati di assoluto livello. Qui lo vediamo nell’azione del gol di Reggio Emilia, mentre taglia alle spalle di Chiriches (tra i due centrali) sul filo del fuorigioco.



Dopo aver raccolto palla sullo spigolo dell’area, dicevamo, punta Chiriches, sposta la palla e calcia a giro mettendola all’incrocio lontano. Che morbidezza. 



I MOVIMENTI CONTRO IL TORO - Volevo poi mostrarvi certi movimenti da primissima punta in Venezia-Torino. Una partita dove in realtà Okereke non ha segnato il gol del pareggio. Si è però procurato il rigore decisivo. Il povero Djidji era in grande difficoltà. Due esempi. Nel primo tempo, sulla discesa in fascia di Crnigoj.

Okereke si lancia in area marcato da Djidji: e fin qui, andare dritto per dritto verso la porta non ci dice ancora molto. Ma poi arriva una sterzata-smarcamento che incrocia la corsa del difensore del Torino, e sfrutta coi tempi giusti il lato cieco di Djidji e lo spazio utile sul secondo palo.



Il vantaggio finale sul centrale è piuttosto evidente. Peccato per la conclusione di testa di poco alta sulla traversa. Il cross di Crnigoj era un filino troppo lungo.



Il secondo esempio tratto da Venezia-Torino che volevo mostrarvi riguarda appunto l’azione del rigore del pareggio, a fine partita. C’è una splendida giocata a tre del Venezia. I numerini nel fotogramma sottostante indicano l’ordine dei movimenti compiuti da Okereke e Johnsen.



Inizialmente il nigeriano va incontro a Kiyine, portando fuori Djidji. Si crea uno spazio alle spalle del braccetto destro di Juric. Johnsen capisce e lo attacca, seguito da Bremer. Sul lancio di Kiyine per il norvegese, Okereke effettua il movimento complementare (il n. 2), che è poi il terzo della sequenza complessiva. Johnsen lo premia con un colpo di tacco in area e Djidji lo atterra sopraggiungendo in ritardo.



IN VERTICALE + FINTA CONTRO LA ROMA - Poi c’è stato il gol contro la Roma. Un ‘pase aéreo’ verticale di Ampadu sopra la testa di Cristante viene dettato dall’attacco alla profondità di Okereke, ancora una volta eseguito coi tempi giusti e sul filo del fuorigioco. Arrivato solo davanti a Rui Patricio il nigeriano dimostra freddezza e inventiva: finge di spostarsela a destra e calcia in controtempo di mancino. Anche questo gol va recuperato se ve lo siete persi.



OPPORTUNISMO CONTRO IL BOLOGNA - Ma Okereke ha segnato anche domenica, contro il Bologna. I rossoblù sono la terza vittima del nigeriano nelle ultime 5 giornate. Sembra averci preso gusto, l’Inter è avvisata. Al Dall’Ara Okereke ha aggiunto la parola ‘opportunismo’ al repertorio. C’è stato un rimpallo al limite dell’area tra Busio e Theate, col pallone schizzato fortuitamente dalle parti di Okereke.



O meglio, tra Okereke e Skorupski. Entrambi si sono lanciati sulla sfera, ma il più lesto è stato l’attaccante di Zanetti. È bastato appena un tocco sotto. Un’altra cosa notevole fatta diventare semplice. Okereke è così.