Sofia Goggia è nella storia. Già, proprio lei, proprio la 25enne bergamasca, proprio quella che è all'esordio ai Giochi Olimpici, domina la discesa libera. E' la prima donna italiana a riuscirci, prima di lei solo Zeno Colò, nel 1952, portò in Italia la medaglia più prestigiosa, più bella, più tutto, in questa specialità. Scesa col pettorale numero 5, Sofia Goggia non commette nessun errore e chiude con il tempo di 1' 39"22. 

MEGLIO DI WONDER WOMAN - Meglio della norvegese Ragnhild Mowinckel, 25 anni pure lei, che con il pettorale numero 19 fa suo l'argento con 9 centesimi di ritardo da Goggia; meglio, soprattutto, di Lindsey Vonn, la Wonder Woman americana, scesa col pettorale numero 7 e terza a 47 centesimi di distanza. Vonn, al termine della sua prova, indica l'italiana, ridendo: "ancora tu". Proprio qui, a PyeongChang, Sofia vinse le sue due prime gare di coppa del mondo, sconfiggendo l'americana: "Ho dato, ma Sofia è stata più brava di me. E' stata intoccabile". 

LE SUE PAROLE - "Non ho ancora realizzato, ero così concentrata sulla gara che non trovo neanche le parole. Sono molto orgogliosa. La vittoria la dedico a me stessa, al mio bel paese e alle persone che vogliono bene a Sofia indipendentemente dal fatto che vinca alle Olimpiadi. Grazie a chi ha creduto a una bambina che a 6 anni sognava di vincere le Olimpiadi sulle nevi di Foppolo. Qui non ho sentito pressione, ero molto concentrata sulle cose che dovevo fare, soprattutto oggi. Ho curato i dettagli, io che di solito sono una pasticciona. Non ho preso rischi, ho soltanto usato il cervello perché ogni tanto ce l'ho. Mi sono concentrato su un paio di punti. Sono stata una samurai. Non sarò mai la sciatrice che scende con classe, quando passo io faccio rumore come se suonassero mille chitarre. Ma sono così, e questo oro non mi cambierà. Resto Sofia, con la gente che mi avrebbe continuato a voler bene, ad amarmi anche se non avessi vinto questa medaglia. Lindsey? Sciatrice grandissima e grande persona e donna. Tutte si inchinano davanti a lei. E' un onore gareggiare con lei. E siamo amiche, prendiamo un caffè insieme, parliamo del nostro lavoro. E allo sport fa bene". Terzo oro azzurro dopo quelli di Arianna Fontana nello short track e Michela Moioli nello snowboard.