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Ibrahimovic trascina il Milan nella vittoria di Napoli che permette di conservare il primato in classifica e di candidare senza più dubbi i rossoneri come una delle pretendenti per lo scudetto, una parola che sembrava quasi una presa in giro a inizio campionato, poi è diventata un sogno e ora, sempre grazie a Ibra, sta diventando una concreta realtà.

Con 10 gol segnati e una mentalitá vincente conferita a tutta la squadra, anche ai giocatori più giovani e più refrattari, lo svedese a 39 anni suonati si è inventato da solo una squadra da scudetto. I due gol che hanno steso il Napoli sono due capolavori che oltretutto ricordano le gesta di due grandi milanisti del passato. Il colpo di testa che ha sovrastato Koulibaly ci ha ovviamente ricordato Hateley su Collovati in quello storico derby degli anni 80, mentre il gol di ginocchio su cross al bacio di Rebic ha richiamato alla memoria il colpo di rotula di Gullit in quel Milan-Torino del 1991-92.

Un Ibra così sembra inarrestabile e ha ragione lo svedese quando nel pre partita consiglia al debuttante Bonera di non stressarsi in panchina perché al Napoli ci “avrebbe pensato lui”. I suoi 39 anni non si vedono mai. Fino a quando purtroppo il flessore della gamba destra non gli manda un impietoso messaggio concreto. Che Ibra coglie fermandosi 2 minuti dopo ed evitando, si spera, ulteriori complicazioni.
Dai primi esami strumentali si conoscerà l’entitá del danno muscolare, ma sicuramente lo svedese salterà gran parte delle partite che mancano da qui alla sosta invernale. E la perdita è gravissima. Lo si capisce dal totale disorientamento della squadra quando esce dal campo il suo trascinatore. Una perdita aggravata dal fatto che anche Leao sia fermo ai box e che l’unica alternativa sia il giovane e acerbo Colombo.

Nelle prossime ore si sprecheranno le ipotesi di mercato per sostituire l’”insostituibile”. Ma la realtà è che il mercato apre tra 9 partite e non ci sono giocatori low cost in grado di sostituire Ibra. L’unica idea potrebbe essere quella di tesserare uno svincolato e il primo che mi viene in mente è Balotelli, con Ibra e Raiola che dovrebbero fare di tutto per metterlo in riga.

L’infortunio del bomber è l’unica nota davvero stonata della serata napoletana in cui torna a brillare Theo Hernandez, in cui Donnarumma compie una parata spettacolare vale un gol e in cui inizia a brillare la stella del giovane Hauge che segna un’altra rete pesantissima, la sua prima in Serie A.  I milanisti non si godono appieno la vittoria proprio per quell’infortunio muscolare di Ibra, il secondo quest'anno. Ma bisogna metterlo in conto perché anche se è uno splendido atleta e un eccellente professionista, ha pur sempre quasi 40 anni. Purtroppo.