I tifosi lo hanno immediatamente abbandonato ribattezzandolo “la versione più idiota di Dwight Howard”: non un complimento per chi a Orlando è appassionato di sport. Howard, stella dell’NBA per otto anni in forza ai Magic, alla fine del suo stint in Florida, era il 2012, non ha mai fatto mistero di volere cambiare oceano. Pare avesse accordi già siglati con i Los Angeles Lakers molto prima che la stagione finisse. Si dice avesse già trovato casa e mandato in avanscoperta i familiari per cercare un villone per sé e i suoi serpenti e sistemarsi: lui, nel frattempo, chiudeva anzitempo la stagione rinunciando di fatto a Play-Off e Olimpiadi per farsi operare di un’ernia e offrirsi ai gialloviola in condizioni perfette. Storia ormai vecchia, sono passati anni: ma Howard, che con i Lakers ha stentato a lungo in una sorta di doppia stagione da incubo, tutte le volte che è passato dall’Amway Center si è dovuto sciroppare i cori dei tifosi… “Te lo avevamo detto! Te lo avevamo detto!” Una sorta di gigantesco gufo apparecchiato sulla sua testa. 

Cyle Larin ha fatto di peggio: se per lo meno Howard si era guardato bene dal postare foto ufficiali con la maglia dei Lakers prima che l’accordo fosse ufficiale e definitivo, da tre giorni ormai girano online e nelle redazioni americane le foto di Larin con la maglia del Besiktas mentre esegue gli esercizi della sua prima visita medica. Pollice alzato in una, dita ad hang-loose nell’altra, un bacino allo stemma del club turco in altre… Larin ha rimediato la peggior brutta figura della sua vita sportiva. Se fino all’ultima partita con Orlando si era distinto per i molti gol e le pochissime dichiarazioni a sensazione, stavolta sono bastate queste foto a farlo cadere dai cuori dei tifosi porpora di Orlando. La parola più gentile con la quale viene taggato è #Traitor, traditore; quella ripetibile ma meno educata è #Licker, ovvero ruffiano. 

Stando ai si dice pare che l’attaccante canadese fosse d’accordo con il Besiktas già da novembre e che sia andato a sostenere le visite mediche senza il consenso della dirigenza del club: una cosa sostanzialmente grave se consideriamo che Orlando ha un accordo scritto con il giocatore valido fino al 31 dicembre 2019, il che significa due anni di MLS alla faccia del club turco. Se i tifosi di Orlando l’hanno presa male, i dirigenti l’hanno presa anche peggio: il loro comunicato stampa nel quale “a dispetto delle immagini diffuse dal giocatore e dal club” ricordano che “non ci sono accorti economici tra l’F.C. e il Besiktas e che il giocatore, di fatto, è sotto contratto con Orlando” non è solo una precisazione di puntiglio. 

L’altro ieri sono partiti diversi post abbastanza pesanti nei confronti di Larin: “Non stare a tornare”, “Resta pure dove sei”… Altri meno eleganti: “Se c’è una giustizia al primo tackle ti spezzi in due”. Normali tensioni di mercato: a Orlando sono delusi dell’addio di Kakà e ovviamente anche del modo in cui Larin ha deciso di uscire di scena. Confidando a chiunque, giornalista, opinionista o blogger, il suo desiderio era quello di andare altrove. Lo sapevano tutti tranne che i dirigenti del club che lo ha fatto esplodere portandolo come primo draftato del 2014, e dunque semisconosciuto, dalla lega universitaria alla massima divisione. Orlando pretende quanto ha investito sul giocatore: 8 milioni di dollari. Tutto sommato poco se si pensa che Larin ha solo 22 anni e un notevole margine di miglioramento a valle delle 48 reti in 94 partite giocate per i purples. Al momento da Istanbul a Miami ci si parla solo tra avvocati e Larin, che quelle foto forse le ha diffuse un po’ troppo presto, rischia di restare schiacciato nel mezzo della più clamorosa bagarre di mercato che la giovane MLS abbia mai conosciuto.