C'è solo un'immagine da salvare nella trasferta di Plzen. E' quella di un uomo con le palle, Kostas Manolas. Uno che, sarà bene rammentarlo ogni volta, Monchi aveva venduto allo Zenit. Poi però, ripensamento del giocatore e, come accaduto con Dzeko, Kostas è rimasto. E nelle sliding doors romaniste, quelle sulle quali ci si gonfia(va) il petto a Trigoria illudendosi di essere finalmente una grande squadra, proprio lui segna il gol decisivo al Barcellona.

Quei video e quelle immagini di Manolas che va a beccarsi insulti e contestazione sotto lo spicchio dei tifosi romanisti, stanno facendo il giro dei siti e dei social. Sono l'emblema della attuale mediocrità della Roma, con i giocatori che scappano negli spogliatoi mentre Manolas, capitano per una notte, si assume responsabilità che non sono e non sarebbero soltanto sue. Solo lui, anche se qualche altro giocatore rappresentativo di squadra e città in campo c'era. E adesso?

Non la sconfitta, ma l'intera prestazione di Plzen ha riassunto le tante, troppe cose sbagliate di questa squadra. Le (non) prestazioni di Pastore e Marcano, l'inconcludenza di Kluivert, la fragilità nell'occasione dirompente di Santon, l'imbarazzante rendimento di Schick che non tira mai in porta. Sono solo alcuni esempi di una squadra sbagliata, progettata male e costruita peggio. A che servono tutti quei trequartisti messi in fila da Monchi, giusto per dirne una?

E va bene, adesso si cacci l'allenatore. D'altra parte qualcosa bisogna pur fare no? E capisco come nel mondo del pallone si ragioni in termini di necessità del 'dare una scossa'. Però, a livello del tutto personale e nel caso si arrivasse all'epilogo, mi resterà la sensazione di non aver potuto valutare un allenatore certamente interessante per un motivo evidente: non è stato messo nelle condizioni di lavorare secondo le sue caratteristiche e con materiale umano accettabile. A Di Francesco non è stata consegnato il disegno di una squadra su cui operare, ma un qualcosa che rapidamente si è rivelato uno scarabocchio tecnico senza precedenti nell'era americana. Si pensi solo a Pastore, pagato una fortuna e nelle intenzioni il fiore all'occhiello della campagna acquisti. Però, alla fine paga l'allenatore, perchè è così che funziona, mentre i veri responsabili della caduta romanista resteranno ancora al loro posto.