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Quando hai saputo che saresti passato al Palermo?
'Il 26 agosto. Al termine della partita di Maribor. Sapevo che sarebbe partito Ilicic, a me non aveva detto niente nessuno. L'ho saputo dopo la partita nello spogliatoio e sono rimasto senza parole. Non ho avuto un attimo di esitazione e per tre notti non ho dormito'.

Non pensavi a un'esperienza all’estero?
'Non così presto. Ero una delle bandiere del Maribor. Ho fatto tutta la trafila lì e sono molto amato dai tifosi. Non immaginavo di partire, anche se dopo la partita di Edimburgo contro l'Hibernian in Europa League qualche club si era interessato a me. Il sogno di ogni calciatore è il Barcellona ma qui a Palermo mi sembra il massimo'.

La prima volta lontano da casa.
'Il primo mese la nostalgia è stata forte. Non ero abituato a gestirmi da solo, io a Maribor stavo con la mia famiglia. Poi mi ha raggiunto la mia fidanzata, Marina, e ho cominciato a godermi davvero questa nuova bellissima situazione. Posso dire che da quando sono andato via da casa mi sento più adulto'.

Ed è andata sempre meglio in campo. Pensavi di diventare subito titolare, di avere questo impatto col campionato italiano?
'Assolutamente no (sorride, ndr). Io stesso mi sono sorpreso del mio rendimento, di come mi sono inserito nella squadra. Pensavo di potermi fare apprezzare dal tecnico col tempo, sapevo di avere davanti a me un grande giocatore come Liverani. Il mio unico pensiero era quello di dimostrare al club e ai tifosi che ero stato un buon acquisto. Tutto quanto è accaduto era assolutamente imprevedibile'.

Rispetto al calcio sloveno, che differenze hai riscontrato in Italia?
'Qui si lavora molto di più sulla tattica'.

A Palermo hai fatto un bel salto in avanti anche economicamente. Ha già pensato come spendere tutti questi soldi?
'Una buona parte li manderò a casa. Per vent’anni mi hanno mantenuto, è giusto che cominci a ripagarli. Sono figlio unico, mia madre sente la mia mancanza. Ma lavora e per ora non può venire a Palermo'.

Domenica a Udine c'erano almeno 500 sloveni, tutti lì per te e Ilicic. Come mai tanto seguito?
'Ho visto e mi sono sorpreso anch'io. Sono venuti da Maribor, da Lubiana, da tutta la Slovenia. A Maribor ormai tutti guardano la partita del Palermo, i miei ex tifosi sono dispiaciuti che io sia andato via ma mi seguono con affetto. Neppure loro si aspettavano che io e Ilicic potessimo inserirci subito in questo modo'.

Non erano lì per Handanovic?
'(Sorride ancora, ndr) No, erano lì per noi e mi dispiace che non abbiamo giocato una buona partita. Non so ancora spiegarmi cosa sia accaduto a Udine, però il fatto che abbiamo giocato tutti male mi fa pensare che si sia trattato solo di una brutta giornata'.

Domenica era anche il tuo compleanno, lo avresti voluto festeggiare diversamente?
'Sì, ho compiuto 21 anni, da Maribor sono arrivati i miei genitori e molti amici. Però non mi sono fermato con loro, sono tornato con la squadra'.

Sei rimasto molto legato ai fan del Maribor, sono diversi da quelli del Palermo?
'Anche quelli del Palermo sono splendidi. La differenza è che questa è una grande città, Maribor è piccola e allora sembra che lì siano più focosi, c'è più pressione sulla squadra'.

Niente a che vedere con i fan serbi? Eppure fino a 20 anni fa eravate un'unica nazione.
'Quello che è accaduto a Genova non è commentabile. La mia famiglia ha origini bosniache, ma io ho sempre vissuto in Slovenia. Prima eravamo un'unica nazione anche non ricordo più nulla di quel periodo. Però i tifosi del Maribor sono molto diversi da quelli serbi'.

Quanti calciatori del Maribor sono pronti per il campionato italiano?
'Almeno un paio ma non faccio i nomi per non mancare di rispetto agli altri'.

Dove ti vedi nei prossimi anni?
'A Palermo, voglio giocare a lungo con questa maglia'.

Questa è una squadra molto giovane, dove può arrivare?
'Lontano, ma dobbiamo essere realisti. Una squadra giovane può avere tante belle giornate, ma anche qualcuna brutta, come a Udine. Puntiamo a un piazzamento in Europa League, poi vedremo'.

(Giornale di Sicilia)