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Dal pimpolho a chissacché. Abel Hernandez e Javier Pastore studiano da giorni. Vanno su Internet, scovano nuovi balli e mettono su la coreografia. È successo così per il 'pimpolho' sfoggiato dopo il gol al Milan - a proposito, a Hernandez sono arrivati un cd e un dvd spediti dalla casa discografica dei Los Locos, agli autori della musica di quel ballo - e potrebbe succedere lo stesso in caso di qualificazione Champions. 'Io e Javier ci stiamo preparando - rivela il ragazzino uruguaiano -. Qualcosa l'abbiamo già in testa, sabato in ritiro a Bergamo faremo le prove…'. Gli occhi di Hernandez sono lo specchio del suo stato d'animo. Il sorriso stampato sulle labbra il manifesto dell'incoscienza tipica di chi sta diventando uomo. Dunque non c'è da stupirsi quando decreta che il Palermo ha 'ancora tante, ma tante, possibilità di prendersi la Champions'. Gliel'hanno detto i compagni più grandi ('Sì, ci credono tutti. I più anziani stanno spronando noi giovani in allenamento come non mai'), gliel’ha ribadito Delio Rossi ('Ci ha detto di stare sereni, che dobbiamo cercare di giocare da Palermo anche a Bergamo per vincere e non avere rimpianti'). 'Noi dobbiamo pensare a battere l'Atalanta, e non sarà facile perché vorranno dimostrare di non meritare la serie B. Poi sono sicuro che il Napoli alla Sampdoria non regalerà niente - sottolinea Hernandez -. Mi aspetto che il Napoli faccia risultato. Se l'assistente domenica non mi avesse fermato probabilmente domenica avremmo vinto con la Sampdoria, come meritavamo, e adesso faremmo altri discorsi - fa notare Hernandez -. Ho rivisto quell'azione tante volte, sul lancio di Pastore non ero in fuorigioco. Peccato, ma purtroppo sbagliare è umano. Lo facciamo noi giocatori, può succedere anche a un guardalinee'. Con l'infortunio di Miccoli, parte del destino del Palermo è proprio nei piedi di Hernandez. 'Non so se giocherò, non dimentichiamoci che c'è anche Budan. Fabrizio è un giocatore eccezionale, ma sono sicuro che chi giocherà non lo farà rimpiangere'. Su di lui ha messo gli occhi l'Arsenal. 'Non so niente e nemmeno voglio pensarci. Ho un contratto lungo con il Palermo, qui sto da re e non ho nessuna intenzione di muovermi. Amo questa città, il carattere dei palermitani è simile a quello degli uruguaiani. Sono sicuro che il prossimo anno sarò ancora più protagonista. I gol più belli li ho fatti con Genoa e Milan, quello più importante a Cagliari. Quel punto adesso potrebbe rivelarsi decisivo. L'unico rimpianto è per i due punti persi in casa del Genoa, ma lì è stata anche colpa dell’arbitro'. Casa a Mondello, German - un amico - a fargli compagnia. Mamma Juana e papà Juan l'hanno salutato qualche settimana dopo tre mesi passati in Sicilia. 'Gli era scaduto il permesso di soggiorno, adesso ci sentiamo al telefono - racconta Hernandez -. Le mie due sorelle Margela e Andrea mi chiamano di continuo, sono le mie prime tifose. Mi dispiace che ci siano rimaste male per la mia mancata convocazione in Nazionale. Sono deluso anch'io, ci speravo, ma per fortuna ho tempo per rifarmi'. (Giornale di Sicilia)