“E io vi esorto a aiutarli, non a indagarli. Non dobbiamo essere uno stato che indaga, dobbiamo essere uno stato che verifica la verità delle cose”. Nel discorso d'addio (?) al Palermo Calcio, Maurizio Zamparini ha trovato il tempo per concionare su quale debba essere la missione dei giornalisti e quali le prerogative dello stato (!) nel fare chiarezza su realtà opache. E per quanto ci sia difficile cogliere la sfumatura che separa l'atto d'indagare da quello di verificare la verità delle cose, proviamo a dargli retta e applichiamo il suo consiglio. Dunque ci industriamo a “verificare la verità delle cose” riguardo a questo soggetto inglese che per 10 euro ha rilevato il Palermo, impegnandosi a farsi carico della massa debitoria che grava sulla società rosanero.
 
LA SOCIETA' ACQUIRENTE - Si tratta di Global Futures Sports & Entertainment Limited (GFSE). Una società che, come si legge sul sito di Company House UK, alla voce “Nature of business” presenta due etichette: “Attività di consulenza manageriale diverse da quelle di gestione finanziaria” e “Altre attività sportive”. Alcune informazioni relative a GFSE sono state già evidenziate nei giorni trascorsi dalla conferenza stampa di presentazione, tenuta a Palermo martedì 4 dicembre. Si sa che la società è stata registrata il 21 marzo 2018. La sua prima denominazione è Roteiro Limited, ma essa muta il giorno stesso dell'iscrizione. Altro dettaglio noto è il capitale sociale versato, ciò che maggiormente ha destato perplessità. Esso ammonta in principio a 100 sterline, raddoppiate con l'aumento di capitale sottoscritto il 21 novembre 2018. Al cambio fanno circa 225 euro, cifra più che sufficiente per sborsare 10 euro e comprare il Palermo. E davvero non c'è alcuna ironia in questa considerazione. Tanto più che la storia di tale passaggio di proprietà è da prendere molto sul serio.

Il raddoppio del capitale comporta anche un rimescolamento nel controllo azionario. Azionista di controllo col 74,5% del pacchetto rimane Clive Ian Richardson. Una quota minuscola dello 0,5% continua a stare sotto il controllo di un azionista della prima ora, Chris Cleverley. Il restante 25% di GFSE, con annessa uscita di scena da parte degli azionisti della prima ora Stewart Castledine e Richard Smith, finisce nelle mani di James Sheehan. Sulla sua figura è stato fatto un ottimo lavoro di approfondimento da Valerio Tripi della redazione palermitana di Repubblica, che ne ha messo in evidenza i variegati interessi economico-finanziari (LEGGI QUI). Sheehan risulta attivo, nel corso del tempo, in diversi fondi d'investimento. Vengono fatti i nomi di Novus Securities Limited e di Cornhill Capital, ma in special modo spiccano quelli delle due società reperibili in una delle pagine che Company House UK riserva a Sheehan: Scwiar Capital Limited, il cui oggetto sociale è anche in questo caso “attività di consulenza manageriale diverse da quelle di gestione finanziaria”, e Supermarine Production Limited, società che alle funzioni finanziarie e manageriali unisce quelle nel campo della post-produzione televisiva e cinematografica. Nel board di questa società c'è anche Clive Ian Richardson, che del resto è rintracciabile in molte altre società fra incarichi in essere e altri già estinti.

L'articolo di Tripi sottolinea pure che una parte importante della comunicazione sulla trattativa con la società inglese è avvenuta attraverso il canale televisivo Pop Economy. Quest'ultimo fa capo al gruppo Alma Media, a sua volta interessato di recente da un'operazione finanziaria al cui varo hanno contribuito alcuni dei soggetti che sul versante italiano hanno permesso la realizzazione della trattativa tra Zamparini e gli inglesi.

L'operazione in questione è il lancio di un minibond da 1,85 milioni di euro, con scadenza dicembre 2019, quotato presso il segmento ExtraMot Pro della Borsa italiana (QUI). Alla realizzazione di tale manovra borsistica hanno contribuito lo studio legale “Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners”, del quale è partner l'avvocato Fabio Chiarenza (cui viene attribuito un ruolo-chiave nella trattativa con fra Zamparini e GFSE), e l'advisor Financial Innovations Team, che attraverso il fondatore Maurizio Belli ha svolto il ruolo di advisor anche per il passaggio di mano della società rosanero. Era stato proprio Belli a firmare il comunicato, datato 21 novembre, con cui Financial Innovations ha annunciato l'imminente passaggio di proprietà (QUI).
Tornando a Pop Economy, nelle scorse settimane il canale televisivo ha dedicato più di un servizio alle trattative per il cambio di proprietà del Palermo. Ha ospitato approfondimenti, ha dato voce a Zamparini e a Belli, e ha anche messo in onda l'unica intervista rilasciata da Clive Ian Richardson. Un'intervista cui fanno da premessa alcune informazioni passate in didascalia. In particolare, viene riferito che GFSE “serve 140 atleti, per un giro d'affari da 500 milioni di euro” (QUI). Ciò che in primo luogo non trova conferma nonostante lunghe ricerche sul web: dove e chi sarebbero questi 140 atleti, assistiti da una società che esiste da nemmeno 9 mesi? Inoltre, se fra questi ipotetici 140 atleti vi fossero anche dei calciatori si presenterebbe un non indifferente problema di conflitto d'interessi. Magari da Pop Economy potrebbero disturbarsi a farci sapere da dove abbiano ricavato questa informazione.
 
LA VERA SOCITA' DA TRACCIARE - Dopo la presentazione alla stampa palermitana partono le prime operazioni per “verificare la verità delle cose”. E la prima verifica giunge da Stefano Boldrini, corrispondente della Gazzetta dello Sport da Londra. Che fa una puntata al 20-22 di Wenlock Road, sede londinese di GFSE, e scopre che lì la società ha soltanto un indirizzo postale, al pari di qualche altro migliaio di soggetti (QUI). Come se non bastassero i dubbi sulla società il cui capitale ammonta a 200 sterline, si scopre pure che essa è una letterbox company. Forse sarà anche per questo che giusto da ieri il sito di Company House registra un mutamento d'indirizzo. La nuova sede di GFSE è a Pangbourne, 6 miglia a ovest di Reading, cioè la città in cui hanno sede molte delle società di cui Richardson è amministratore. L'indirizzo di Reading è 1 Blandis Lane, Upper Basildon. A quell'indirizzo era rintracciabile fino a ieri l'altro una compagnia gemella di GFSE, denominata Global Futures Trademarks (GFT). Da ieri, sia GFSE che GFT sono insediate al 20c di Horseshoe Park, a Pangbourne. Cosa questo spostamento significhi lo capiremo nei prossimi giorni, quando potremo analizzare ulteriori elementi riguardo a mister Richardson e alla sua galassia di società. In questa fase merita piuttosto soffermarsi su una in particolare, fra le società della galassia.

Si tratta di Sports Capital Group Investments Limited (SCGI), un soggetto istituito soltanto il 30 novembre scorso, cioè tre giorni prima che venga ufficializzato il passaggio di proprietà agli inglesi (QUI). A occhio, pare proprio il veicolo destinato a accogliere gli investitori che volessero pompare nel Palermo capitali superiori alle 200 sterline di GFSE. Sede a Londra (30 Percy Street), la SCGI dichiara come business “attività di club sportivi” e ha un board formato da tre elementi. Uno, ovviamente, è Richardson. Interessanti i nomi degli altri due. Il primo è John Michael Treacy, altro soggetto che figura in diverse società. Fra queste c'è Imaginatik, una compagnia del cui board Tracey fa parte dallo scorso 8 novembre, e che giusto ieri ha comunicato a Company House un aumento di capitale pari a quasi 4,8 milioni di sterline. E magari c'entra nulla, e tuttavia c'è stato parecchio movimento, ieri, in quelle società. L'altro componente del board è l'italiano Emanuele (trascritto erroneamente Emmanuele sul sito di Company House UK) Facile. Chi è costui? Risposta immediata: è assieme a Maurizio Belli il fondatore di Financial Innoviations, cioè l'advisor che ha trattato il passaggio del Palermo agli inglesi. Belli e Facile condividono altre attività. Come Finance Partner Group, fondata nel 2003 (QUI). Un passato in Ernest & Young e in A. T. Kerney. Facile è attualmente l'amministratore delegato di Future of Fintech e di Advam Partners. Gli amministratori di quest'ultima società, nel 2017, sono stati multati dalla Consob per una cifra complessiva che sfiora i 100 mila euro. Motivo: avere usato troppi derivati (QUI). A pagina 9 del bollettino Consob datato 16-31 maggio 2017  (QUI) si legge che la sanzione tocca sia a Facile (14 mila euro), sia a Belli (9 mila euro).

Soprattutto, troviamo Facile e la Advam Partners impegnati nel tentativo di salvare la Melegatti a fine 2017. In quell'occasione Advam Partners agisce in associazione con Open Capital Fund, veicolo che fa capo alla maltese Abalone Asset Management. Il tentativo di salvataggio viene presentato alla stampa durante una conferenza cui partecipa anche un rappresentante di Financial Innovations, Alessandro De Luca (QUI). Le cose per Melegatti non vanno come auspicato, ma questo è un altro dossier.

Bisogna invece chiedersi che società sia questa Abalone Asset Management. Che come detto, ha sede a Malta. Ma se ci si va a guardare dentro si scopre che i suoi componenti sono quasi tutti italiani (QUI). E non è ancora tutto. Come riporta uno degli articoli linkati in precedenza, tramite il veicolo Cosmos Sicav Open Capital la società italo-maltese controlla Alma Media. Cioè l'editore di Pop Economy. Con Financial Innovations e Maurizio Belli a fare da advisor finanziario. Come a dire che si parte da Londra ma si rimbalza un po' troppo spesso a Malta. Soltanto un caso, o a Palermo devono aggiungere nuovi interrogativi ai tanti di queste ore? Così, giusto per “verificare la verità delle cose”.