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Atalanta, Udinese, Lazio, Milan, Roma e Juventus. Sei partite, un punto fatto, zero reti realizzate. Il bottino in trasferta del Palermo griffato Devis Mangia è da record negativo in Europa, nonostante il quinto posto in classifica. Ma lui, il tecnico di Cernusco sul Naviglio, non ci bada troppo. "Noi siamo gli stessi che hanno fatto 18 punti su 18 in casa. Prepariamo le partite in modo uguale e prima o poi la ruota girerà. Può capitare che perderemo qualche punto in casa e magari ne faremo qualcuno in più lontano dal Barbera. Non va dimenticato poi che il calendario sinora ha avuto il suo peso. Siamo andati in trasferta su campi difficilissimi...".
 
L'occasione buona per sfatare il tabù del gol fuori casa si presenta già domenica al Tardin di Parmai. Anche se i rosanero si presenteranno con le sicure assenze di Miccoli ed Hernandez, il probabile forfait di Zahavi e Pinilla al rientro dopo l'infortunio.
 
Non la situazione ideale, vero mister?
"Non sono il tipo che cerca alibi. Vorrà dire che cambieremo modo di giocare, sfruttando altre caratteristiche rispetto a quelle che cerchiamo di esaltare di solito. Per me l'undici che va in campo resta sempre il migliore".
 
Tra gli emiliani spicca il talento di Sebastian Giovinco. Ti piace?
"Indubbiamente stiamo parlando di un ottimo giocatore e dovremo stare attenti alle sue giocate. Occhio però a non commettere l'errore di pensare che Giovinco sia il Parma. Se partiamo così facciamo una brutta fine. La squadra di Colomba ha un buon collettivo".
 
Con la Fiorentina hai puntato a sorpresa su Benussi in porta. Il greco Tzorvas non l'ha convinta?
"Ma no, Ale sa che lavorando bene in allenamento può sempre farmi cambiare idea. Forse ha inciso anche il fatto che è arrivato da poco e non padroneggia ancora bene la nostra lingua, ma ho notato alcuni inconvenienti nella comunicazione tra lui e la difesa, così ho dato spazio a Ciccio, che con i viola ha fatto molto bene".
 
Beh, tu di portieri te ne intendi. Molti non lo sanno, ma anche tu eri un numero uno...
"Già, ma non certo un fenomeno tra i pali. A 20 anni dissi basta e cominciai ad allenare. Come portiere non avevo un grande avvenire. E io sarò umile, ma resto sempre ambizioso. Se una cosa non mi riesce bene, allora smetto di farla".
 
Da allenatore hai cominciato dal basso, ma sei arrivato in fretta ai vertici. Fossi nato un paio di settimane prima saresti il più giovane tecnico della serie A...
"Ho avuto anche fortuna. Ma sono felice che la mia storia sia di stimolo a tutti quelli come me che non hanno giocato a grandi livelli e si devono fare la gavetta per arrivare in alto. Ci vuole grande cultura del lavoro e determinazione per emergere".
 
Speriamo che tu rimanaga a lungo in serie A. A proposito, con Zamparini è tutto ok?
"Sì, io ho un buon rapporto con il presidente. Ci confrontiamo spesso e lui mi dice di fare le mie scelte da solo. Poi è chiaro: lui è il capo, io il dipendente. Quindi se non è soddisfatto ha il diritto di lamentarsi...".
 
Intanto ti ha reso orfano di Sogliano...
"Mi spiace per Sean, ma sono cose che capitano nel nostro lavoro. Comunque lui e Zamparini hanno già chiarito le loro posizioni e per me la questione è chiusa".