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Per adesso ha vinto due volte. Prima nel lanciare Devis Mangia in prima squadra e poi quando ha ricevuto l'input dal presidente Zamparini di allungare il contratto al nuovo tecnico. Sean Sogliano nel momento di decidere non ha esitato un attimo. È come se il direttore sportivo rosanero sapesse già quello sarebbe accaduto. 'No, non lo sapevo - ammette Sogliano -, però conosco Mangia da tantissimi anni e so cosa è in grado di fare'.

Quindi, è già pronto il nuovo contratto per Mangia?
'Ho detto al presidente che ci penserò poi io a Mangia, per ora è meglio lasciarlo lavorare tranquillo, non ci sono problemi'.

È stata comunque una scelta coraggiosa, in un momento particolare affidarsi a un esordiente.
'C'era da prendere una decisione dopo il no di Rossi e Ranieri, mi sono preso la responsabilità di dire al presidente di affidare la squadra a Mangia. Venivamo da due mesi difficili, sapevo che poteva essere la persona giusta. Io sono fatto così, se una scelta dipende da me ci metto la faccia. E tutte le scelte che prenderemo saranno per il bene del Palermo'.

Con l'Inter è andato in panchina per sostenerlo?
'No, io vado sempre in panchina, è il mio modo di vivere questa professione. E poi il mister non ne ha bisogno'.

Su che basi ha fondato la sua scelta?
'Mangia è un allenatore intelligente, dà sempre un'identità precisa alle sue squadre, l'hanno avuta da ogni livello in cui ha allenato'.

Si dice che sia un seguace di Sacchi. È vero?
'Mangia ha studiato tanto, e poi mette molto del suo. La gavetta lo ha formato. È uno che vive di calcio. È preciso, maniacale. Dopo la vittoria sull'Inter eravamo a cena, e già mi parlava del programma di lavoro per la sfida con l'Atalanta'.

Come vi siete conosciuti?
'Sette anni fa quando smisi di giocare e iniziai a fare il direttore sportivo del Varese. Lo trovai in una delle squadre del settore giovanile. Dopo averlo visto all'opera decisi di affidargli la prima squadra. Esattamente come è accaduto a Palermo. Ha vinto subito il campionato di Eccellenza e l'anno dopo siamo andati in C2. Poi l'ho lasciato libero per fare altre esperienze'.

Poi però siete tornati insieme.
'L'anno scorso l'ho chiamato per affidargli la Primavera del Varese, era la prima volta che l'allestivamo e lui con i ragazzi ha fatto un lavoro eccezionale raggiungendo la finale scudetto. È il motivo per cui l'ho voluto a Palermo, per costruire un vivaio importante. Lui ha detto subito sì, l'ho apprezzato molto, perché lo cercavano diverse squadre di Serie B e alcuni club importanti per la Primavera tra cui l'Inter'.

La squadra è rimasta stregata da Mangia, se l'aspettava?
'Mi ha sorpreso, ha avuto un bellissimo impatto, è maturato molto sotto questo aspetto, qualche anno fa non era così. Soprattutto a livello comunicativo, è entrato subito nelle testa dei giocatori, nonostante li faccia lavorare tantissimo. Se la squadra ha portato a casa la vittoria con l'Inter non è un caso'.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)