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C'è un'altra formula energizzante per mettere le ali. E non si tratta di una bevanda. Basta avere in squadra due come Cassani e Balzaretti, un alchimista come Rossi e spiccare il volo diventa più facile. Dopo un inizio un po' così, i due esterni rosanero stanno diventando i propulsori aggiunti del Palermo. Di partita in partita la loro fascia sembra avere un unico padrone. La vittoria di Cesena ne è il manifesto. I gol di Ilicic e Miccoli sono frutto di assist precisi dei due nazionali: Balzaretti per lo sloveno e Cassani per il 'Romario del Salento'. Chiamarli terzini comincia a diventare riduttivo, gli esterni del Palermo sono loro. Macinano chilometri, sfornano cross a ripetizione, sono sempre presenti in attacco. Finora si era visto di più il lavoro di spinta di Balzaretti rispetto al suo omologo sull'altra fascia. Ma è anche vero che Cassani tra Nazionale, Europa League e campionato in questo inizio di stagione si è fermato davvero poco (solo una volta in Europa League a Praga).

I numeri parlano chiaro e sono di livello: sono stati 74 i cross fatti dal biondo codino, con tre assist vincenti, i cross del terzino scuola Juventus sono stati 62, con un assist per Miccoli appunto in Romagna. Un rendimento altissimo del quale ha dovuto tenere conto anche Cesare Prandelli che, rivedendo le scelte iniziali, si è convinto a convocare Balzaretti in Nazionale, premiando di fatto con Cassani la migliore coppia di esterni del campionato. Il compito del ct azzurro ora sarà quello di riproporre situazioni di gioco similari a quelle adottate dal Palermo se vorrà sfruttare appieno le doti di spinta di entrambi. L'ammissione è arrivata dallo stesso Prandelli dopo l'amichevole con la Romania. 'Balzaretti ha spinto abbastanza bene - ha detto il commissario tecnico dopo il match -. Ovviamente quando ci sono giocatori nuovi ci vuole anche un po' di tempo per assimilare i meccanismi giusti per la profondità. Ad esempio nel Palermo molto spesso lo trovano al massimo in due passaggi, noi spesso l'abbiamo trovato al quarto passaggio e spesso prendeva anche palla da fermo, ma nel complesso sono soddisfatto, la sua prova è stata buona'.

Perché è anche vero che la mano di Rossi si vede eccome. Entrambi gli esterni sono chiamati a un doppio lavoro di copertura e spinta, però quando sono messi in condizione di andare al cross spesso diventano determinanti per la manovra rosanero. Certo, poi magari il Palermo in certe occasioni rischia di perdere solidità in fase difensiva, ma è un piccolo dazio da pagare a beneficio della manovra. Rossi lo ha detto più di una volta: 'Per le caratteristiche dei giocatori in organico il Palermo non sarà mai una squadra impermeabile'. Il tecnico con qualche accorgimento ha chiuso la falla tappando l'emorragia di gol al passivo iniziale e si gode i due esterni in fase offensiva. Anche grazie a Balzaretti e Cassani. E nel frattempo, con la vittoria di Cesena, Rossi si è tolto pure lo sfizio, se mai se lo fosse posto come obiettivo, di superare Zenga. Infatti dopo tredici giornate il Palermo di Rossi ha totalizzato tre punti in più (20), rispetto a quello del suo predecessore che a 17 punti chiuse la sua avventura sulla panchina rosanero in seguito al pareggio in casa nel derby con il Catania. Un altro record battuto. Non male se si pensa che quest'anno l'ex tecnico laziale era partito nel peggiore dei modi con un solo punto dopo le prime tre gare di campionato, risultando il peggior avvio del Palermo dal ritorno in serie A.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)