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'Tra quanto licenzio Pioli? Tra quattro anni'. Zamparini non perde né l'ottimismo né il senso dell'umorismo. Le lodi sono già sperticate: 'È un tecnico sul quale ripongo la massima fiducia e un uomo molto intelligente. È sbarcato qui con grande entusiasmo e anche molta umiltà. Pioli è molto preparato sul piano tattico: predica un calcio moderno e fa molto pressing sullo stile di Guardiola. Ci siamo ritrovati d'accordo anche su questo aspetto'. Se son rose fioriranno, ma conoscendo l'umore variabile di Zamparini le rose saranno sempre subordinate ai risultati. Specie quelli iniziali.

La scelta del tecnico parmense, in ogni caso, ha una sua coerenza ideologica. Il presidente si è lamentato dei troppi gol subiti dal Palermo; il Chievo, invece, ha avuto la quarta miglior difesa del campionato. Zamparini è un seguace della teoria 'prima non prenderle'. Va da sé che per avere una retroguardia blindata sia necessario rinunciare a qualcosa in avanti. Il vulcanico Maurizio si prepari: il Chievo, in questa stagione, per ben otto volte ha pareggiato 0-0. Pioli è un allenatore che bada al sodo: chi lo conosce lo descrive come una persona meticolosa, al limite del pedante. Una pedanteria che però dà i suoi frutti. Il calcio barocco di Rossi - è bene tenerlo a mente - sarà una chimera.

Pioli, dal canto suo, arriva a Palermo nel suo momento migliore. Ha maturato la giusta esperienza arrivando perfino a toccare il suolo europeo con il Parma. Di contro, è sfortunato perché dovrà convivere con il fantasma di Rossi, l'allenatore più amato dalla gente e probabilmente il più bravo della storia rosanero. Non sarà per niente facile fare meglio o quantomeno eguagliare Delio, sul cui orizzonte si stagliano una Champions sfiorata e una finale di Coppa Italia 32 anni dopo. Vivere di ricordi, però, non ha senso: di ricordi bisogna costruirsene sempre di nuovi. Ecco perché va messo da parte lo scetticismo aprioristico: a tutti va data una possibilità. Anche dopo l'addio di un totem come Rossi.