Non era una squadra di scapoli e ammogliati dopo una sconfitta, non è un caterpillar dopo una vittoria. Semplicemente, la forbice dei giudizi non può ampliarsi nel giro di una partita. Per la Serie B, il Palermo è una squadra fortissima trainata da alcuni giocatori che sono un lusso per la categoria. Sorrentino, Munoz, Barreto ed Hernandez sono l’architrave su cui montare la risalita. Il sigillo di qualità è arrivato a Padova, dove gli uomini di Gattuso hanno giochicchiato vincendo 3-0 con non più di una mezza dozzina di verticalizzazioni ficcanti in tutta la gara.

Adesso l’allenatore calabrese ha praticamente tutta la rosa a disposizione, in primis il capitano Barreto, malconcio nelle ultime settimane. Il paraguaiano è rientrato domenica scorsa e in quei pochi minuti ha suffragato col campo le tante parole al miele spese nei suoi confronti dall’inizio dell’estate a questa parte. Anche nei momenti pre-Cesena Gattuso se lo è coccolato: ‘Non ha un piede scostumato: ha la grinta per difendere e la tecnica per verticalizzare, se sta bene sarà lui il vertice basso del rombo. In più è un allenatore in campo: chiama la squadra, la fa salire, è uno che si fa sentire, ha un carisma incredibile’.

Se non è un’incoronazione una sortita tanto amorosa da parte di uno che ha costruito la carriera su grinta e carisma… Mettiamola così: per fortuna Barreto, uno dei migliori nell’ultima, disastrosa stagione, è rimasto. Se il Palermo avesse ceduto alle lusinghe di diversi club di Serie A, sostituirlo sarebbe stato un problema. Non è un caso se tutti gli allenatori passati da Zamparini sono sempre partiti dal paraguaiano. Il centrocampo poteva essere il tallone d’Achille di questa squadra, ma con un Barreto in più tante difficoltà si coprono di diritto di naftalina. Parola di Gattuso.