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Se la squalifica di Barreto è una pioggia torrenziale su un fiume già esondato - altro che 'piove sul bagnato' -, quella di Ujkani ha i tratti della manna dal cielo. Non ce ne voglia il tanto professionale quanto ingenuo portiere albanese, che a Bologna, in condominio con l'altro stralunato Donati, ha commesso l'ennesima sciocchezza di un campionato fin qui sciagurato per lui e per il Palermo. Una stagione iniziata male che non deve finire peggio. Leggasi con la retrocessione. 

Da queste stesse pagine avevamo già auspicato un avvicendamento tra Ujkani e Benussi; l'espulsione di domenica scorsa toglie dall'imbarazzo Gasperini, che per forza di cose nel derby schiererà l'italiano. Il rosso può diventare il colore della provvidenza. L'auspicio, immediato per la classifica smagrita e lungimirante per il prosieguo del torneo, è che Benussi sfoderi una prestazione in linea con quelle del suo passato a Palermo, in barba a un a volte pervicace immobilismo in panchina. Se Ciccio si guadagnasse la pagnotta, sarebbe da novelli Tafazzi rilanciare Ujkani contro l'Inter.

Con Sirigu e Viviano non c'era storia, ma il dislivello con Tzorvas, anche per la fondamentale comunicazione con la difesa, era evidente; quello con Ujkani altrettanto. Ma l'insistenza della società nella difesa del patrimonio - meglio tutelare un 24enne che un 31enne - ha partorito gerarchie diverse. Sia chiaro: il tiro al capro espiatorio, se tale venisse inteso, è un esercizio stucchevole e masochistico. Però qui nessuno vuole farsi del male da solo, dunque si preferisce Benussi. Dire grazie al Bologna - aguzzino di un Palermo troppo inerme per essere vero - sarebbe troppo, dispensare un sorriso alla provvidenza per quel rosso no.