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La Roma è uscita con le ossa rotte dopo le parole di Francesco Totti al Salone d'Onore del Coni, nonostante le repliche sul sito ufficiale e quanto detto da Baldissoni. Da Boston raccontano di un James Pallotta furioso per quanto esposto dal suo ex dirigente: il presidente della Roma sta studiando se sia possibile adire le vie legali, per turbativa d'asta e non per aggiotaggio come si pensava in primis, secondo quanto riportato da IlMessaggero.it L'immagine della società giallorossa è infatti uscita distrutta sia In Italia che all'estero: Pallotta da ieri valuta infatti seriamente la possibilità di una segnalazione alla Consob delle parole del suo ex capitano.

LA NOTA SULLA CESSIONE DELLA SOCIETA' - La nota da Boston è stata chiara: "Riguardo ai ripetuti riferimenti al suo possibile ritorno con l'insediamento di una nuova proprietà, in aggiunta alle informazioni raccolte da lui in tutto il mondo circa soggetti interessati al Club, ci auguriamo che questa non sia un'anticipazione inopportuna di un tentativo di acquisizione: scenario che potrebbe essere molto delicato in considerazione del fatto che la Roma è quotata in borsa". I bookmakers hanno però colto al volo il desiderio di Totti di tornare in caso di cambio di proprietà, tanto da uotare l'addio degli americani entro il 30 giugno 2020, così come la borsa prima scende, poi risale e chiude a + 1,59.

LA SMENTITA DI PALLOTTA - Nel pomeriggio il presidente della Roma, tramite il proprio profilo Twitter, ha commentato le voci in merito all'azione legale: "Non c'è alcuna possibilità. 100% falso. Nella storia della nostra proprietà, questo prende la medaglia d'oro come commento più stupido che abbia mai letto"